Retorica o non retorica vien proprio voglia di dirlo stasera: che ci vogliono tappare la bocca. E questo è il mostro di ogni regime, di ogni Stato confessionale; di più: di ogni nemico della dignità degli uomini.
Sono giornalista, fiero di esserlo questa sera; e stasera mi sento francese, parigino: come tanti: come tutti, mi auguro.
Ho sempre rivendicato e richiamato il senso della nostra responsabilità: le parole sono pietre - è vero - e sono anche armi e proiettili. Dire la verità, provarci è l'arma degli onesti.
Avevo in mente altre cose da cominciare e da far esordire su queste pagine, ma insomma non è il giorno migliore.
Chiunque ami la giustizia, chiunque ami l'uomo, ogni uomo, oggi è chiamato a difendere questo diritto di pensare, di osservare, di obiettare, di dissentire.
Sento rombare elicotteri sulla Capitale stasera, lo stato di allerta sta scattando anche a queste latitudini: ci sentiamo in trincea e minacciati. Chi non lo fa si illude: mente a sè stesso.
Lo siamo da chi ci vuol chiudere la bocca. Da chi vorrebbe farci stare in ginocchio.
Noi non lo possiamo, "allons enfants!": è davvero il caso di dire.
E continuare a marciare a rischio di imbattersi nel fuoco nemico: nemico di tutti, benintesi.
