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Contro ogni ragione

Pubblicato da enzo cilento su 11 Dicembre 2014, 20:20pm

Tags: #attuale

A che punto siamo della notte?

In fondo manca poco all'alba. E mi piace aspettarla l'alba: leggo o prego o faccio entrambe le cose: presumo di farle.

Al mattino, in quel silenzio impagabile, mi sembra tutto più chiaro. Ciò che sfugge alla frenesia del giorno. E le letture restano - frammenti - lungo tutto il giorno, come una sensazione di fondo, indirizzandolo in una direzione piuttosto che in un'altra, come per una fragranza che rimane nel cuore, nell'aria, come in cucina.

Mentre tanti sono costretti a correre, di contro (accade anche a me invero, e non sempre) perché c'è il tram da non perdere, e il treno: per lavoro.

Ed io con il mio libro sulle gambe.

Leggo le stesse cose anche sul mio sedile, in treno, se parto; e cerco di non perdermi nulla, ad ogni modo, con uno sforzo grande a volte, chiedendo scusa a me stesso e al Padreterno per quanto passa via, in quella situazione, distratto dal vicino, dal cellulare acceso; dal vociare, le chiacchiere legittime di un altro passeggero.

E non abbiamo quasi mai nulla d'importante da dirci - noto: questo mi spaventa e mi sorprende, anche se diventa importante quella umanità condivisa allora, uno sguardo almeno, "ci sei", quel non voler stare da soli - a che punto siamo della notte? - aprirsi solo per parlare della partita della Roma, di iersera.

Quei destini che si incrociano e quelle storie nel vagone; quei supplizi e quegli intrighi le gioie, tutti taciuti o quasi, perlopiù gelosamente tenuti dentro il cuore, nei portafogli e nelle borsette delle signore, nella borsa di chi si reca al suo lavoro.

E tutti con le dita su di una tastiera che non suona melodie, alzando lo sguardo solo se passa il controllore.

Quello che leggo allora stride con un'umanità diversa, che sembra aver perso il filo conduttore; la voglia di comunicare con Altro che non sia l'oggi e i programmi col respiro corto, la vacanza e la donna di una sera, il viaggio e il mutuo, la macchina e le modalità di pagamento.

Mi chiedo cosa ne abbiam fatto dell'uomo, del suo entusiasmante destino, dei domani di sviluppo e di progresso, verso cosa...

E mi rituffo nel mio libro che respira, di una promessa a cui credo ancora contro ogni ragione, logica folle di un mondo che vive la sua sospensione in un Limbo senza ritorno, infinito.

Verranno giorni migliori - mi dico - non posso non crederci: è il libro stesso sotto gli occhi a volermelo suggerire. Ed io gli credo. Fino alla prossima stazione, fino al capolinea spero, e prego, contro ogni ragione...

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B
E cito le parole di una sua recente intervista su Panorama: &quot;Interprete...solo se c'é un testo che mi rispecchia, in cui credo....per tutte le canzoni che sono vere e proprie poesie&quot;.<br /> La canzone/poesia scritta ed inserita nel suo ultimo CD s'intitola &quot;Le parole perdute&quot;; e come lei stessa dichiara il testo ha una doppia valenza: il sentimento intimo e personale nascosto nel cuore di un uomo e di una donna che é poi anche il sentimento/valore &quot;politico&quot; nascosto in tutti noi; ed in entrambi i casi - dice Fiorella vale la pena &quot;cantare forte&quot; per recuperare parole come Amore, Rispetto, Partecipazione, ecc...: &quot;Ci vuole un atto di coraggio per farle rivivere: solo se siamo uniti possiamo crederci ancora&quot;.<br /> Lascio alla voce e alle parole di questa donna il compito di trasmettere la Bellezza dell'Arte che porta in sé il messaggio rivolto agli innamorati e agli uomini tutti. &quot;L'uomo é ancora in tempo &quot;- lei canta - &quot; per ritrovare se stesso, senza avere vergogna di ogni suo sentimento, in questa grande menzogna dell'uomo reso libero ma schiavo del profitto....parole semplici e complicità contro il tempo che corre per non farci portate via i sogni, per Credere ancora, controvento quindi contro ogni ragione.
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B
Finisco quasi sempre col parlare di artisti con pennello e scalpello: allora prendo spunto dal titolo letto oggi sul blog - Piú di una canzone - per parlare di Arte sotto un'altra forma.<br /> Artisti sono anche i cantautori, i cantanti, i musicisti e le loro canzoni, i loro brani quelli di una stagione o quelli che hanno fatto storia e che possono appunto essere in taluni casi Qualcosa di piú....<br /> Parlo di quei testi che colgono pensieri, sentimenti, emozioni, attimi che avvolti dalle note - esaltate da ugole di tutto rispetto - sottolineano situazioni che ci accomunano,trascinando sullo spartito anche importanti temi sociali.<br /> Ed invece di associarmi a quell' &quot;Insieme a te non ci sto piú&quot; interpretato dalla Caterina Caselli, Caschetto d'oro degli anni '60, ho piacere di spendere due parole per i versi scritti di recente da un'altra cantante - Fiorella Mannoia - per incoraggiare l'unità (di una coppia e/o di tutti gli uomini del mondo ); e questo mi dá l'opportunità di parlare di arte non solo attraverso le sue corde vocali, ma anche attraverso le sue capacità di intreprete, di autrice e di donna che offre la voce per trattare i temi di vita comune.
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