Mi tornano in mente stamani - in una giornata a loro dedicata - quegli amici che son passati attraverso il Calvario della dialisi. Ne ho conosciuto più d'uno e sappiamo tutti bene come cambi la vita in quella situazione.
Affidato il loro ricordo alle persone di buona volontà, a chi non dimentica chi soffre, passo oltre...
Una di loro invero mi è stata più a cuore di tutte, certo.
A lei è legato il ricordo della mia prima assemblea d'Istituto, negli anni del Liceo; una prima sigaretta (pratica che poi ho abbandonato); lunghe passeggiate e della sanissima ironia, amici comuni.
La persona a cui sto pensando non ha mai perso il buonumore, anche se la stanchezza si è impadronita di lei, negli ultimi tempi. Spero abbia trovato un luogo bellissimo dove stare, dove continuare a fare le sue battute, a riempire della sua rumorosità tutto il Cielo, fosse anche distante anni luce.
La verità è che, al di là di tutto, dovremmo chiederci in cosa si può rendere meno dura la propria condizione a chi sta male; in cosa i nostri servizi devono migliorare; in cosa può crescere la considerazione delle istituzioni e del senso comune.
Non è possibile lasciare tutto o quasi nelle mani di un volontariato spesso ammirevole ma che non deve sostituirsi al sistema sanitario; né lasciarlo a quel colosso senza volto che si chiama burocrazia.
Non si tratta di buoni sentimenti insomma: quelli non bastano talora.
Bisogna stare concretamente dalla parte dei più deboli e dei bisognosi se non vogliamo fare solo irenismo e retorica. Alla domenica bisognerebbe affidare questa riflessione. Basterebbe!