Un mare di bandiere rosse stamani a sfilare.
Alle otto e quaranta qualcuno con la sua bandiera in Santa Maria Maggiore, nella Chiesa della Salus Populi Romani; così che non puoi non interrogarti, non restare un po' a bocca aperta.
Perché la gente che protesta e che chiede un lavoro, una dignità, non è così lontana da altri bisogni che pure gli sono collegati: perché non ci può essere pace dove non c'è rispetto e dove non c'è lavoro.
Hanno voglia di capire e di credere, di pregare: come tutti.
Credo non ce ne dovremmo mai dimenticare: non vanno abbandonati; non vanno guardati come i sovversivi e i rivoluzionari (magari ci fossero certe rivoluzioni, certi sommovimenti ancora!); non possiamo chiamarcene fuori.
E sono certo che è in questo, anche in questo che confidava il tipo col suo stendardo, con la sua asta in cima alla quale stava la sua protesta. L'ingiustizia - senza entrare nel merito dei diritti in discussione e delle riforme - non piacque neppure a Nostro Signore.
Date da mangiare agli affamati, da bere agli assetati: date una speranza alla gente che sfiora la disperazione.
Questo sistema che ci fa così competitivi, tutti contro tutti, non è un totem e neppure un dogma. Bisogna schierarsi dalla parte dei deboli, da qualsiasi parte stiano: sono il costato dolente di Nostro Signore, la schiena flagellata di un povero Cristo.