Circola l'orrore sul web (vedi Libero e affini): l'ennesima esecuzione. Non guardo: per principio. E poi perché sono impressionabile.
Il fatto è - mi dicono i voyeur - che tutto sembra come un giochino irreale, virtuale appunto: un bel coltellaccio; un fiotto, una testa che rotola. Come un gioco o poco più. Visto da qui, tutto ha il sapore della finzione, quasi; al punto che chiunque potrebbe pensare - lo dicono gli "esperti" del nulla e del tutto - che "rifarlo" dopotutto è come abbattere un omino sul pc.
Non mi sono mai piaciuti i giochini, ad ogni modo; non il sangue e neppure la sagra del virtuale; tantomeno l'informazione che terrorizza e ti fa perdere il sonno.
Ci sono già tanti che concorrono a farlo: quelli che ci fustigano e che ci fan sentire perennemente colpevoli. Quelli che parlano della crisi irreversibile, delle malattie che prenderemo (tutte, anche la tbc portata dagli immigrati, come dice il poco comico Grillo); quelli che dei tg han fatto le pagine di "Cronaca Vera".
I nostri tg sono ormai inguardabili: diciamolo. Con la loro sequenza inarrestabile di morti ammazzati; di donne violate; di regolamenti di conti; di morti sulle strade; in aereo e in montagna, annegati e trucidati; reperti e prove del Dna.
Qualcosa non va in questa pruderie da guardoni.
E il mondo non guardato dal buco della serratura è anche altro. L'orrore semmai è dentro di noi, in questa curiosità malsana che siamo invitati a coltivare.
Mi voglio svegliare la mattina e pensare che c'è gente "normale" che va al lavoro; che prepara pane e marmellata in cucina; che va a far la spesa al mercato; dà giù di braccia e di cervello, che fa conti e cerca di tirare avanti; che mette una flebo in ospedale e consegna lettere e cartoline non terroristiche a casa della gente. Che c'è un mondo che non vive nel terrore.
E questo non è virtuale.
Che non siamo sul set del Truman show, ma che vivaddio, c'è gente comune ovunque, che spegne il giochino del "facciamocela addosso" davanti alla televisione; non si barrica in casa e non vive nella paura del prossimo matto uscito in strada col machete.
Che ci sarà certo; ma è pur sempre uno su cinquanta milioni.
Esiste solo lui signori?