E' come una montagna al Tour, come il mitico Galibier, che è appunto "mitico" sempre, per definizione; uno di quelli - dico - che neppure la tempra di Bartali e di Coppi ebbero modo di esorcizzare; ed è come la montagna, a salire sulla quale, tutto appare per quel che è: una gran fatica.
Ci vuol pazienza: eccolo l'allenamento; eccola la montagna. Ché spesso te la fanno perdere; e ad ogni modo - tranne eccezioni - non è virtù tra le più diffuse.
Pazienza: si tratta in breve di quella capacità di soffrire - persino di incassare - in nome di qualcosa che sia magari pure un obiettivo: mah!.
Conquista non semplice, invero.
E le montagne oltretutto sono le più inattese, quasi sempre dietro la curva: te le trovi in genere dentro e sotto casa; e queste sono senz'altro le peggiori. Vivere assieme è una bella montagna.
Stavo così bene stamani in perfetta solitudine tra cinguettii e stormire di foglie, da lontano il rumore delle onde e solo di rado il latrato di un cane; ed ero molto lieto infatti. Il che - in queste condizioni - è semplicissimo.
A casa intanto l'invasione degli alieni, fratelli e cognate, amici dei fratelli e fratelli dei cognati: "è arrivata l'estate! Pazienza!": e là la letizia è molto più difficile. Mi son detto "pazienza!" appunto. Come se fosse facile... Mentre mi si torceva persino la bocca...
I passi verso casa - d'un tratto - son diventati pesantissimi, come un Calvario; e ogni gradino per salire su, come un ultimo chilometro sul Galibier: "pazienza!". Come se fosse semplice...
"Dio mio, quanto manca all'estate?"; dimenticando che poi arriveranno gli anniversari di matrimonio, i compleanni gli onomastici, il pranzo di Natale e poi il veglione, a Capodanno. "scusi non si può parlar d'altro?"
La letizia?
Beh! Meglio passare più tardi. Ed è così che appari per quel che sei, dai!: solo un povero essere umano radicato alle sue belle abitudini; ai tuoi tempi; ai tuoi libri; uno che non vuole essere disturbato, mentre compie i suoi esercizi di santa pazienza...