Dov'è la Malaysia?
Se lo chiedi, è facile che in pochi ti sappiano rispondere. E' lontana ad ogni modo, pur essendo molto più vicina di quel che crediamo.
Perché giorni fa il governo ed i giudici del Paese asiatico hanno sancito ciò che già da qualche anno le autorità religiose, islamiche, avevano decretato come una sorta di sharia, di fatwa di maledizione: che il nome di Allah non debba esser pronunciato da nessuno che non si professi seguace dell'Islam, appunto; e che libri e discorsi, sentenze di quelli che sono per loro tutti "gli infedeli", non debbano recare in alcun modo questo nome: nome impronunciabile dunque.
E' vero che anche altrove - nella tradizione ebraica ad esempio - il nome di Dio non sarebbe pronunciabile (ma per ben altri motivi: chi lo conosce il nome di Dio, dopotutto?); ma diciamo pure che qui le motivazioni hanno ben altro sapore, insomma.
"Allah è un nome nostro; ci appartiene" - ci dicono - "prima di farlo dovresti ri-conoscerlo".
E mi tornano in mente certe dispute un po' bambinesche; di quando si litigava e si diceva "tu il mio nome neppure lo devi ripetere più; d'ora in poi dimenticati di conoscermi". La vendetta e il risentimento viaggiavano su questi binari.
E se il tuo migliore amico o il tuo ex si chiamava Paolo o Luca o Matteo, e dall'oggi al domani - o dopo lunga agonia - l'amicizia andava in frantumi, non solo ti s'invitava a cancellare il numero di telefono (da non comporre neppure per scherzo); ma di più, ti si chiedeva di passarci sopra una linea nera, di cancellarne persino il ricordo, la memoria, l'esistenza, il nome.
Per quanto Paolo Luca o Matteo continuasse a popolare i tuoi ricordi, i tuoi rimpianti, i tuoi sogni; per quanto le sue foto fossero ancora raccolte e conservate da qualche parte (non a caso del resto, le foto stesse, non di rado eravamo portati a distruggerle).Non ti chiamerò più Paolo e Luca e Matteo e neppure Allah, ma sarai sempre "quello lì", nome impronunciabile ma in ogni caso presenza/assenza del tutto incancellabile.
Tu ci sei e ci sei stato, anche se non posso più chiamarti alla sera per dirti quel che ho fatto; se non possiamo andare al cinema assieme; se non posso chiamarti per nome.
Mi puoi imporre di cancellare il nome, non la tua presenza, insomma.
E allora, non importa neppure che sarò costretto a non dirlo più il nome tuo; non fa nulla che passando sotto casa debba far finta di non ricordare che quella è proprio la tua abitazione; e persino che sul citofono dovrò far finta di non vedere che all'interno 8 c'è quel nome che mi hai impedito di ripetere, per sempre.
Teneteveli i vostri nomi, e persino i vostri indirizzi, le vostre foto; posso mordermi la lingua e chiudere gli occhi per non vedere: nella mia mente si stagliano ancora a grosse lettere lo stesso e con essi i volti, la via che mi conduce laddove dove voi non vorreste che fossi.
Dio mio, che condanna non poterti chiamare per strada, vederti voltare verso di me e sorridermi! Sono certo che mancherà anche a te la mia voce, quando sarò lontanissimo, magari in Malaysia...