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Un richiamo al rispetto

Pubblicato da enzo cilento su 22 Maggio 2014, 10:54am

Tags: #attuale

Scrivo in pochi minuti quello che andrebbe scritto, passo dopo passo, anno dopo anno, una vita dopo l'altra. Che è vero: ne abbiamo bisogno "Andate incontro a chiunque chieda ragione della speranza che è in voi: accoglietene la cultura, porgetegli con rispetto la memoria della fede e la compagnia della Chiesa, quindi i segni della fraternità, della gratitudine e della solidarietà, che anticipano nei giorni dell'uomo i riflessi della Domenica senza tramonto".

Sono le parole del Papa rivolte ai vescovi italiani appena un giorno fa, insieme ad altre perle: la gioia, la gioia, la gioia; non solo le regole e non la lagna (sempre riprendendo le sue parole) e l'apertura, luoghi nuovi e modi nuovi. Lo ascolteranno?

Come stride questo tran tran delle povere occupazioni dei burocrati e dei piccoli o grandi manager che sono spesso i nostri vescovi. Come stride tutto ciò con quello che vediamo un giorno dopo l'altro. Nessuno che ci venga incontro davvero; nessuno con l'umiltà che nasce dal rispetto.

La stiamo cercando invero questa Chiesa - Santità - da qualche secolo ed oltre, qui da noi, non alla fine del mondo; forse perché essa si è confusa con altri strumenti di potere, altre cattedre, altri gestori della nostra esistenza.

Lo stiamo cercando Cristo in qualche volto rassicurante e sotto qualche palandrana color porpora e abbiamo avuto mota, tanta difficoltà.

Torniamo all'essenziale - la scongiuriamo - torniamo a ciò per cui vale la pena vivere credere e sperare incontrarci e accoglierci: torniamo ad essere risposta sulla via e sulla strada vera dell'uomo.

Li strigli un po', Santità, questi uomini sedutisi spesso e imborghesitisi: dica loro che fuori, fuori, lontanissimi, ci siamo tutti noi a cui sarebbero stati mandati: che devono ascoltare non pontificare. Che il mondo strilla e implora e che non ha bisogno di persuasori di retori e di maestri ex cathaedra. Ha bisogno di gente rispettosa e che sa volerti bene, incoraggiarti, darti una speranza: nella vita pubblica, negli ospedali, nelle carceri, nei luoghi dove la gente si dispera, sul web, sui giornali, a teatro, al cinema, dove ci si prostituisce e ci si ammala; dove si muore senza un conforto, tra i vecchi i soli gli abbandonati.

Glielo dica: questo Paese merita e aspetta di più.

Li strigli un po': ricordi loro che nelle loro mani è una delle nostre ultime speranze di non sentirci per sempre smarriti.

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