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Il volo di L'Wren

Pubblicato da enzo cilento su 18 Marzo 2014, 10:25am

Tags: #attuale

Lo so che, se lo fa un'altra: che si impicca nel suo tugurio, neppure i giornali locali ne parlan più: muore il clochard e non fa notizia; muore un chiunque e neppure un necrologio.

Eppure anche di L'Wren bisogna aver pietà; e interrogarsi.

L'hanno trovata a Manhattan, impiccata, nel suo appartamento, a 47 anni.

Capita di lasciarsi andare e di morire così: e capita di farlo nella solitudine, come in essa non trovare più consolazione e speranza, di fronte ad una grande malattia, alla vita che non sai più spiegarti.

Perciò, L'Wren, per quanto tu possa non averne bisogno, sono in viaggio anche con te, con tutti i disperati trovati e non trovati, magari neppure cercati, telefoni muti e vite perdute, sfiorite dietro sogni e giovinezze, splendori e promesse andate via, perché il tempo è una congiura e una condanna, un vero insulto alla bellezza di L'Wren e a tutte le L'Wren del mondo, anche se L'Wren è la donna di Mick Jagger, l'icona della musica rock, l'idolo dei Rolling Stones.

Perché le pietre continuano a rotolare lo stesso, appunto, amica mia, e scribi e farisei ci caricano di pesi intollerabili che non hanno mai sfiorato, neppure con un dito; tanto che questo nostro Dio a volte neppure lo capisco, silente: tutto questo peso sul nostro collo, questa andare e obbedire, questo regolare, "mentre Tu invece..."; se non suonasse quasi come una bestemmia.

Li allungano i loro filatteri e se li mettono lungo il viso a incorniciarlo, mentre L'Wren pende cianotica dal soffitto e nessuno che le abbia spiegato come fare. Come non sentire il peso di quella solitudine e della incomprensione, di tutto il non amore vissuto.

Non abbiamo maestri contro tutto ciò e neppure buoni esempi, in genere, solo preghiere imbronciate e tristezze, perle e rubini, diamanti lungo il collo piegato dal dolore e dalla corda che ci tiene sospesi al soffitto, da dove vien giù pure il lampadario di cristallo a gocce, caleidoscopio su cui si riflette questo povero corpo che pende.

L'Wren e gli stucchi e il calice sono ingrigiti; i farisei sono scomparsi e l'uomo che hai sposato è dall'altra parte del mondo: una delusione che ti lascia sola e senza fiato; che ti distrugge; L'Wren, scorre la corda e segna la collana rossa sul bel collo curato.

Il gatto in terra ti vede volare come un angelo triste a mezz'aria e crede di doverti vegliare: poi passa oltre, anche lui, a guardare altro, oltre i vetri, i fumi e i voli su Manhattan.

Il landscape della città, da lassù costa poco: appena un dollaro. L'Wren lo sapeva che non valeva molto di più.

Questo peso, mio Dio, questa tristezza, perché mai solo a noi?

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