Tocca al cieco stamani, a lui che non vede e che non riesce: accade spesso nei Vangeli e nella vita che a vedere proprio non si riesca; e non possiamo prendercela con nessuno. Zaccheo ad esempio deve salire sul sicomoro; mentre molti altri, pur assistendo, questi segni proprio non li riconoscono: "vorremmo vederne altri. Faccene vedere degli altri".
Del resto, anche chi guarda le stelle in cielo, i movimenti di questi, segni strani e incomprensibili, si trova nelle medesime condizioni: non tutti partono per vedere dove vanno a finire le code delle stelle, le scie delle comete; cosicché - come suggerisce Giacomo - ascoltiamo e leggiamo, ma in fin dei conti siamo solo ascoltatori disattenti e impermeabili: chissà mai perché proprio a noi.
Tocca al cieco che un po' di saliva serva per poter scorgere come degli alberi che camminano; e che a costui venga detto di non farne parola, di non tornare indietro a raccontarlo, perché magari non servirebbe a nessuno; e nessuno vuole curiosi tra i piedi che attendono il miracolo dell'albero che prende a marciare come un uomo.
Così allo stesso modo, mentre ieri qui si disquisiva di Pastorale e di giovani, di famiglie, mi capitava di pensare a quanto si possa dire e studiarsi di dire, di raccontare, secondo tutte le nostre strategie e le nostre scienze; e come tutti gli sforzi possano portare ad un enigmatico nulla.
In quel territorio, in quella parrocchia, in quella città, in quella civiltà, noi applichiamo regole e principi inappuntabili, ma non vediamo nulla di quel che facciamo ed altri non vedono nulla di quanto pretendiamo di aver fatto, noi, quelli che non sbagliano mai e che abbiamo in tasca la verità ed il cammino giusto per l'eternità e per la salvezza.
Noi che ci troviamo di fronte 18 orientamenti sessuali diversi ormai propagandati come tali dalla Università di Washington e mille combinazioni differenti di amore e di famiglia; di figli che vanno a tentoni tra l'amore che non vuole combinazioni ma solo tanta misericordia e un po' di impegno, una promessa; e che dimentichiamo ex cathaedra che non si insegna a vedere senza sputare un po' di saliva sugli occhi, anche i nostri, che spesso non vedono più nulla.
Cristo sudava e ci metteva le mani nella terra e nella saliva: non salì che su di un pulpito: il Golgota. E noi?
Invero, abbiamo tante verità e mille strumenti per non dirlo mai un Amen.