In principio è stato senz'altro il Verbo, come dice oggi il Prologo al Vangelo di Giovanni, ma quel Verbum, se non fosse predicabile tra gli uomini, sarebbe solo una Parola sconosciuta - mi verrebbe da pensare.
Ed è per questo che si fa Uomo.
Così che non può esserci nulla dell'umano che non sia prossimo al Verbo o, come diceva Terenzio, "Homo sum, nihil humani a me alienum puto", che poi significa che non esiste nessun livello dell'umanità che non sia compresa nel Verbo stesso che si fa uomo.
Non c'è vizio, non c'è delitto né inclinazione, piccineria e inadeguatezza che non sia compresa dall'Uomo anche quando da Parola diventa Carne; è certo una carne che sanguina perché è carne che soffre del suo limite, ma non c'è limite che non sia "compreso" da chi decide di partecipare della natura imperfetta, della condizione di questi piccoli verbi che si fanno uomini, tutti, mentre tutti sono alle prese con il grande impegno di pronunciarsi appieno, giorno dopo giorno, come Verbo realizzato in pienezza appunto; benché tutto sia ma non ancora.
Cristo del presepe e di Nazareth, del lavoro quotidiano e dei piccoli malesseri di ogni bambino, delle tentazioni del deserto che tutti attraversiamo, ha l'odore del gregge (delle pecore), come direbbe l'attuale papa.
E se così non fosse, non sarebbe che un'icona inutile.
E' proprio il fatto che abbia condiviso tutto di noi, persino la tentazione (in quale modo certo c'è ignoto) che lo riscatta dalla nicchia rituale e lo rende credibile, praticabile, comunicabile, predicabile.
Un altro Dio, perfetto, non lo vorrei.
E se anche è luce che fa luce sul mondo, non è mai alieno a questo mondo: non è un marziano e neppure uno lanciato dal cielo a mostrare la condizione degli angeli che non hanno corpo.
Suda invece e ha sete; mangia e dorme: nulla dell'umano gli è alieno.
Certo, anche gli dei pagani erano uomini ingigantiti e mitizzati, così come Cristo può diventare l'incarnazione della perfezione e della giustizia assoluta, della generosità. Il rischio della statuina - come detto - è dietro l'angolo.
Ma di quei pagi, quei villaggi, di quella fede, come di tutto, non tutto è da buttare. La stessa rivelazione forse già cominciava a parlare costì - Verbo infantile - all'uomo, benché pagano, mostrandogli un dio umano, con mille difetti e debolezze, quelle che in fondo, costitutivamente, in quanto nella Carne, Cristo stesso provava.
Tutto ciò che è nella Carne è un Verbo infatti che va trasformandosi per diventare Pienezza.
Perché anche la carne è Bene certo, pur non essendo tutto.