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Sul lago dorato sui titoli di coda

Pubblicato da enzo cilento su 24 Dicembre 2013, 09:52am

Tags: #in vista

Come si fa ad essere teneri senza sentirci sdolcinati? Me lo chiedo ancora adesso, scrivendo.

Perché, grazie a Dio, questo per me è soprattutto il Natale della tenerezza e ne scorgo un po' dappertutto in giro, anche nel "natio borgo selvaggio" dove lo trascorro.

Biisogna solo stare attenti agli zuccheri in eccesso.

Cosicché persino stamani in cui avevo già scelto di commentare "Grazie alla tenerezza e alla misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall'alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace", cioè il Cantico del vecchio Zaccaria - ecco arrivarmi come di rimando la mail d'auguri di un mio amico "religioso" che mi augura proprio "un Natale di tenerezza".

Di tenerezza del resto, ne abbiamo bisogno; di tanta.

Come nel film in cui la Katharine Hepburn anziana ne profonde a piene mani nei confronti di una figlia ammalata di cancro; come nella stessa lievissima storia di "Sul lago dorato" ancora con la Hepburn e con Henry Fonda all'opera.

Oggi, la mia tenerezza ha il volto di questi anziani attori e di lei soprattutto, del suo tremito da Parkinson: gli anziani sono il mondo che chiede tenerezza, fors'anche più di quello dei bambini.

Ma la tenerezza di Dio cos'è se non farci riscoprire che dentro di noi c'è questo bisogno profondo di una culla in cui ritornare per essere curati, come nel ventre della Madre Terra che ci sustenta et guberna; come nel grembo di Maria; sulle ginocchia della persona amata, la mano che ti sfiora la fronte e rasserena pensieri e rughe?

Lo so: scado inevitabilmente nella melanconia.

Eppure non sono in vena di tristezze e mi rende conto bene, ora, che un cristiano può esser triste se non di una tristezza che è quella che lo separa dall'oggetto del suo amore, sempre sostenuto dalla fede (la speranza) che questa separazione sarà colmata: anzi, è quanto sta già accadendo, ora.

Il sole che sorge, dunque: come sul lago dorato.

Camminavo lungo un viale stamani; e avevo il sole che lo illuminava, quasi mi accecava. Mi sono ricordato dei primi tempi del mio ritorno al cristianesimo (sia detto senza retorica: sarebbe meglio dire "all'amicizia con Dio").

E mi son ricordato che me ne andavo a correre al mattino lungo un viale tutto illuminato dal sole dell'Est e mi sembrava come se un vortice mi risucchiasse e mi rimettesse in sesto: la vita! Povere ossa inaridite che riprendevano calore.

Stamani era lo stesso: il sole dell'Est, ancora, "quasi sol oriens", come sole che sorge, dunque: "Quale gioia quando mi dissero andremo alle porte di Gerusalemme" - dice il salmo 121 - e indubbiamente sono quelle le porte del sole che ti riporta in vita e che ha pietà e tenerezza di te.

Stavamo nelle tenebre ed ora, sentirci baciati da questo sole senile, ci ridà quella pace, quel sentirci in culla, quella tenerezza che ora "ho trovato in questo mondo che a volte sembra inutile" come diceva la Caselli, in una bellissima canzone di Paolo Conte.

Forse è arrivato il tempo in cui sentirsi tranquilli e sereni come bimbi svezzati in braccio ad una madre, mentre il sole, lungo un ampio viale aperto ad est, ti incorona e ti riscalda per quella voglia di tenerezza che non hai mai dimenticato.

E' che spesso lo si capisce solo ai titoli di coda. Ma tant'è...

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B
E' in arrivo una serata speciale, una di quelle dove il silenzio della mezzanotte sarà sicuramente avvolgente, rassicurante, ricco di messaggi, ma anche una di quelle serate che si presta per esternare i nostri sentimenti più sinceri, più veri, più cari in diretta risposta a questo Bambino portatore di Amore e Letizia nei nostri cuori. <br /> <br /> Non si può affidare al silenzio (non questa notte) il nostro &quot;Grazie di esistere&quot;, va detto per far si che quel sentimento faccia il suo corso nel mondo arrivando a tutti quelli che amiamo e che vorremmo avere vicini.<br /> <br /> Nella tarda mattinata di oggi sono andata a cercare una signora (di nome Maria....) - ospite di una piccola casa gestita da suore, credo - che circa un mese fà mi chiedeva aiuto per attraversare la strada ed andare in Chiesa e che poi tenendomi la mano mi domandava disponibilità per qualche altra occasione....; oggi ero io ad aver bisogno di bussare alla sua porta per offrire &quot;un passagio&quot; alla messa di mezzanotte, lei non era in casa, ma un'altra anziana ospite, sua conoscente, con gli occhi pieni di sorpresa e gioia, mi ha risposto che ci saremmo incontrate in Chiesa.....; il suo sorriso ed il suo grazie, mi hanno dato la speranza per credere ancora che l'amore può avvicinare, unire, arrivare e non é mai troppo tardi !!! Come si fa a non credere..............Buon Natale!
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