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L'uomo del camino

Pubblicato da enzo cilento su 19 Dicembre 2013, 16:09pm

Tags: #storie

Giuseppe l'avrebbe voluta ripudiare, ma non ne ebbe il cuore.

"Mi sono innamorato di una pazza" - si sarà detto. "O forse di una che vuole imbrogliarmi". Ma ad un povero falegname innamorato dopotutto si può far credere ogni cosa. E sceglie il silenzio, dopo che un angelo - chissà chi - nel cuore della notte, nel riposo del dubbioso, ha modo di rassicurarlo: "Non temere". Che è poi un bel rassicurare quando ti senti preso in giro. E' la storia della Parola di questi giorni appena trascorsi.

Perché di Maria tutti parlano ed ella stessa ringrazia il Signore, "Magnificat"; mentre di lui, quasi nessuno, se non i romanzieri che ne apprezzano il basso profilo: sta zitto.

E' come nella storia di molte nostre famiglie: è lei che comanda e che parla e dà direttive; mentre lui lavora e torna a casa, sta zitto. Uno dei miei nonni, ad esempio: paziente, ad ascoltare e a meditare. Così che, se Maria tutto ritiene nel suo cuore e medita; egli ancor di più: ché infatti neppure fiata. Sta lì accettando il suo ruolo secondario: quello del bove paziente e dell'animale da soma, "e mite un sentimento di pace e di dolcezza al cor m'infondi" - diceva una poesia che ci facevano mandar giù a memoria da ragazzini (Carducci?).

Giuseppe del silenzio, che forse bofonchiava sotto il rumore della pialla e della sega, quella del falegname, mentre inchiodava e dava di pece alle assi per la casa. Giuseppe che agli angeli deve credere se non vuole impazzire.

Ci sono molti momenti nella vita in cui solo quell'esempio ci può dar pace: devo credere e stare zitto, portar la croce di una illogicità inspiegabile e beffarda. Insegna questo l'uomo mite che abbiamo davanti e adesso nel presepe, quello che nessuno guarda: perché lì dentro c'è una culla da riempire ed una donna che continua ad apparire ed a parlare a due millenni di distanza. Lui, il padre putativo - come ci insegnavano al catechismo dei bambini - la cui presenza sfuggì a tutti anche allora. Stava lì a custodire: una donna resa gravida dallo Spirito di Dio; ed un bambino che doveva appartenerle e che doveva essere il re di Israele.

Non fa per noi - diciamocelo - l'eroismo di Giuseppe: non è adatto ai nostri tempi in cui si urla e si chiama il giudice in tv per giudicare la vicenda; in cui si ricorre a giusta ragione al Codacons e alla Corte di Giustizia di fronte a così palese "imbroglio". Che gliene diremmo quattro a chi ha messo su questa gazzarra che ci fa sembrare più sciocchi e ingenui di quel che siamo. Che sarà pure Natale, ma gli unici angeli che ho visto son quelli che mi facevano compagnia nei racconti di bambino, dopo che i nonni mi avevano messo a letto e consolato col racconto che un giorno si sarebbe materializzato davvero il Belpaese e la casa di marzapane di Hans e Gretel in esso. Poi più niente.

Ogni Giuseppe, crescendo, si è poi reso conto che è ben più duro vivere e dar di pialla, stare in silenzio ed obbedire, sudare lavorare e portare a casa mille euro al mese con due poveri cristi da campare. Che gli angeli non compaiono quasi mai con un bel mazzo di banconote quando non ce la fai a pagare la bolletta. E te ne stai là senza parole, davanti al camino spento, come mio nonno a sentire chi si lamenta che porti a casa troppo poco, mentre altre hanno frigo nuovo e lavatrice e viaggio per il prossimo inverno. Che sei poco più di un fallito.

Ti piegheresti allora davanti a quel tizzone mezzo spento, ti prenderesti la testa tra le mani e ti chiederesti come un derelitto: "vorrei tanto capire, buon Dio, dov'è che ho sbagliato" e startene con la testa sul tavolo che hai appena fatto tu, con le tue povere mani, per la tua cucina, fino a che anche questo non sia passato, di Natale.

Che verrà la pace, un giorno e il silenzio invece che questi zampognari davanti alle finestre come se fosse festa...

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B
Effettivamente un filo di pazzia c'é (e qualcuno direbbe anche Fede) per supportare una Storia così speciale, da duemila anni e per giunta gestita in mondi lontani: il cielo e la terra.<br /> L'annuncio di un Angelo.........che parla al cuore e nessun altro può vederlo..............<br /> Una donna &quot;qualunque&quot; che é &quot;già&quot; madre, ma unita ad un altro uomo, per fede e con amore sincero, contro &quot;le regole&quot; del mondo..........<br /> Un uomo che vive in silenzio qualcosa che non si può spiegare a parole, forse la &quot;subisce&quot;, ma &quot;Qualcuno&quot; chiede la sua presenza accanto a questa donna.........<br /> Potrebbe in effetti chiamarsi fuori e cambiare il corso della Storia; oggi forse passerebbe inosservato perché non sarebbe ne il primo, ne l'ultimo ad ammettere di non sentirsi coinvolto o nei giusti panni al punto di andare avanti in questa pazzia................<br /> Maria chiamata a seguire questo Figlio fa sentire la sua presenza camminando accanto a Lui e al suo uomo, magari fra gli occhi ed il parlare di chi non crede in Dio o non crede che l' Amore possa cambiare le regole del gioco: forse neanche questi due esseri umani avrebbero mai creduto ad una Storia cosi se vissuta o raccontata da altri .................<br /> <br /> Se non pazzia, imbroglio: ma c'é da chiedersi qual'é il tornaconto e per chi? <br /> <br /> Vivere con Amore, senza lussi, con lo stretto necessario e magari fuori dai riflettori (Cometa permettendo...): troppo banale eppure c'é qualche matto che ci crede ancora e che vorrebbe essere solo nei pressi di quella capanna in questi giorni perché le luci ed i colori, i pacchetti e le palline dell'albero fuori da quella Storia non hanno più senso.
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