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Protocolli di cura

Pubblicato da enzo cilento su 13 Novembre 2013, 16:54pm

C'erano dieci lebbrosi dunque, che venivano incontro a quell'uomo che attraversava Samaria e Galilea.

Uno che si mette ad attraversare terre è sempre uno spinto da una forza, da una inquietudine e da una curiosità. Mi piacerebbe pensare ad ogni uomo, in questa dimensione non stanziale, non di sedentarizzazione. Gli uomini che si muovono, sono spinti da qualcosa, senza meno: e sono inquieti.

Il mondo del resto è teatro dell'ingiustizia e della violenza; del non riconoscimento di quel che siamo e valiamo. Qui vincono i furbi e quelli baciati dalla fortuna, magari. E non si può essere quieti di fronte a questo, non inerti.

Ora è probabile che il viandante venne scambiato per uno di quelli, uno degli inquieti. Era questo il suo mandato?

Fu per questo che gli andarono incontro. "Tu che vieni da lontano e che sei di passaggio, dicci se da qualche parte c'è giustizia. Se la nostra infelicità, la nostra malattia può essere guarita. Non riusciamo a pensare che il senso della nostra vita sia questo".

Del resto "hanno abbandonato i cadaveri dei tuoi servi in pasto agli uccelli del cielo, la carne dei tuoi fedeli agli animali domestici. Hanno versato il loro sangue come acqua intorno a Gerusalemme e nessuno seppelliva". (Salmo 78).

Dieci persone o dieci miliardi di uomini chiedono questo a chi va loro incontro: che gli sia fatta giustizia e che sia posto un rimedio alla loro amarezza: all'ingiustizia della storia. Che sia data loro una speranza ed una risposta plausibile. Altrimenti sarebbe facile sentirsi come "lo scherno e la derisione di chi ci sta intorno".

Loro vorrebbero poter alzare lo sguardo e dire che "il suo nome è grande su tutta la terra". E che davvero li ha fatti (anche loro) "poco meno di un dio", che "di gloria e di onore li ha coronati". Mentre la realtà visibile a tutti sembra dire il contrario.

E la lebbra sta nella loro infelicità e nella derisione di chi li guarda come si guardano i malati di mente, gli scemi del villaggio, gli intoccabili, gli infetti, quelli che hanno toccato le soglie dell'inferno.

Che nove non tornino indietro a dir grazie sta nelle cose.

La verità è che la stragrande maggioranza ha fatto l'esperienza di essere derisa anche dai sacerdoti e dai sapienti ai quali erano stati mandati per dire "siamo stati guariti": da una speranza.

Il protocollo di cura non era stato ancora riconosciuto.

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