Non mi stancherò di pregare e meglio ancora di chiedere, di essere importuno. Meglio questo che la rassegnazione passiva. E' questo il succo dell'episodio della vedova insistente ed importuna che chiede di essere ascoltata dal giudice di turno. Alla fine, questi non ne può più.
Volete che lei non fosse persino brutale e maleducata? Che non chiedesse di essere ascoltata in qualsiasi ora del giorno?
Doveva essere una combattente, questa donna: a noi piace per questo. Combatte per una buona ragione: "Voglio essere ascoltata. Ho le mie buone ragioni per protestare. Sono una vedova: non ho nessuno".
Pregare non è solo "rassegnazione" passiva: è anche parlare a quattr'occhi; dire con sincerità "questo è troppo. Questo non mi sta bene. Che genere di predilezione e di amicizia è mai questa?" E ad un amico, se non si è schiavi, tutto questo si può dire. E' il momento in cui l'amicizia cresce e matura.
Anche nella preghiera (i salmi non di rado sono di protesta mi sembra...).
Io a Dio dico tutto.
Talora - mi si passi il termine - parlo a brutto muso. Perché i patti non sono chiari e gli esiti non sono quelli promessi: non ora, almeno.
In modo forse infantile ricordo un mio viaggio ad Assisi con tanto di preghiera rimbrotto davanti al sepolcro di Francesco: "Se sono a questo punto, è per seguire te" - mi è uscito dalle labbra. E non me ne sono pentito.
L'ho ripetuto davanti al tabernacolo giorno dopo giorno dopo un'esperienza triste di vita comunitaria (la doppia vita di cui diceva il Papa giorni fa: "peccatori sì, ma non corruttori, non doppiogiochisti"). E credo che l'autenticità del nostro rapporto di fede consista nell'affidare anche la nostra rabbia a Colui con cui parliamo come al migliore e più saggio dei nostri confidenti: che senso ha questo male e questo dolore; questo tradimento e questa incoerenza; che senso ha questa corruzione?
Bisogna dirglielo: è un atto di onestà e di confidenza. Anche per avere le risposte giuste: che peraltro non è detto ci piacciano e ci lascino in ogni caso nelle nostre certezze...
Non bisogna mentire insomma dicendo a noi stessi che è tutto così bello e semplice: la vita non è così.
La vedova continuava a chiedere che si intervenisse a suo favore. Noi non ci stancheremo di farlo, magari protestando e alzando i toni.
I nostri lamenti giungono a Lui che ci porta fuori da ogni Egitto che ci rende schiavi.