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L'impeto

Pubblicato da enzo cilento su 16 Novembre 2013, 08:40am

Non mi stancherò di pregare e meglio ancora di chiedere, di essere importuno. Meglio questo che la rassegnazione passiva. E' questo il succo dell'episodio della vedova insistente ed importuna che chiede di essere ascoltata dal giudice di turno. Alla fine, questi non ne può più.

Volete che lei non fosse persino brutale e maleducata? Che non chiedesse di essere ascoltata in qualsiasi ora del giorno?

Doveva essere una combattente, questa donna: a noi piace per questo. Combatte per una buona ragione: "Voglio essere ascoltata. Ho le mie buone ragioni per protestare. Sono una vedova: non ho nessuno".

Pregare non è solo "rassegnazione" passiva: è anche parlare a quattr'occhi; dire con sincerità "questo è troppo. Questo non mi sta bene. Che genere di predilezione e di amicizia è mai questa?" E ad un amico, se non si è schiavi, tutto questo si può dire. E' il momento in cui l'amicizia cresce e matura.

Anche nella preghiera (i salmi non di rado sono di protesta mi sembra...).

Io a Dio dico tutto.

Talora - mi si passi il termine - parlo a brutto muso. Perché i patti non sono chiari e gli esiti non sono quelli promessi: non ora, almeno.

In modo forse infantile ricordo un mio viaggio ad Assisi con tanto di preghiera rimbrotto davanti al sepolcro di Francesco: "Se sono a questo punto, è per seguire te" - mi è uscito dalle labbra. E non me ne sono pentito.

L'ho ripetuto davanti al tabernacolo giorno dopo giorno dopo un'esperienza triste di vita comunitaria (la doppia vita di cui diceva il Papa giorni fa: "peccatori sì, ma non corruttori, non doppiogiochisti"). E credo che l'autenticità del nostro rapporto di fede consista nell'affidare anche la nostra rabbia a Colui con cui parliamo come al migliore e più saggio dei nostri confidenti: che senso ha questo male e questo dolore; questo tradimento e questa incoerenza; che senso ha questa corruzione?

Bisogna dirglielo: è un atto di onestà e di confidenza. Anche per avere le risposte giuste: che peraltro non è detto ci piacciano e ci lascino in ogni caso nelle nostre certezze...

Non bisogna mentire insomma dicendo a noi stessi che è tutto così bello e semplice: la vita non è così.

La vedova continuava a chiedere che si intervenisse a suo favore. Noi non ci stancheremo di farlo, magari protestando e alzando i toni.

I nostri lamenti giungono a Lui che ci porta fuori da ogni Egitto che ci rende schiavi.

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B
Sicuramente saranno molte le donne che riconoscono nella preghiera di questa vedova, la propria preghiera e ce ne saranno tante altre ancora, da sempre considerate fin troppo "diplomatiche" solo perché convinte che ogni cosa si possa e si debba dire, ma con dolcezza, educazione, rispetto e tatto, che a un certo punto - mosse da motivi seri ed importanti (come la donna che arriva dal giudice) - sentono che é necessario usare incisività, perseveranza e modi più diretti e ruvidi per non cadere in equivoci, raggiri, ingiustizie e veder così calpestati i propri diritti e i propri sentimenti. Donne di fede, quindi anche compagne, madri, sorelle, amiche, conoscenti che con una buona dose di senso pratico e di grande amore e passione per quello che fanno, difendono ciò che da un senso alla vita. Più diventano adulte, più conoscono il lato duro dell' esistenza - che si sopporta grazie a quelle gioie vere, profonde (magari molto meno numerose) che Dio dona loro - più possono scoprirsi o confermarsi, nella loro fragilità, determinate; ma in nome della Fede, voglio credere che Lui riesca a far arrivare a queste donne, che si impegnano per i loro amori, per i figli, per altre donne, per i genitori, per la verità, la giustizia un segno per capire, per ottenere o anche per sapere se e a che cosa dover rinunciare. Ciò che di straordinario emerge é che la vedova, come molte donne della storia, é capace di lottare quando porta dentro una preghiera d'Amore . Proprio tempo fa, Don E. Ronchi scriveva a commento di questo passo: "....La preghiera è il respiro della fede (papa Francesco): pregare è una necessità, perché se smetto di respirare smetto di vivere. Questo respiro, questo canale aperto in cui scorre l'ossigeno di Dio, viene prima di tutto, prima di chiedere un dono particolare, un aiuto, una grazia. È il respiro della vita, come per due che si amano, il respiro del loro amore."
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