E? sera dunque, d'una giornata faticosa. Sull'autobus parlo con un giovane che vive in regime di semilibertà: vuol parlare. Sorride ed è pieno di speranze.
E' la cosa più vera che mi capita in tutta la giornata. Viene da pensare: no?
Buonanotte a lui, almeno.
Anzi: Buonanotte a tutti quelli che invitano a pranzo zoppi e ciechi e storpi ben sapendo di non poterne essere ricambiati - mi dico...
Che merito avremmo del resto se chiamassimo a tavola solo gli abbienti i potenti gli arroganti i deficienti intelligenti i colti e quelli che possono darci quello che ci aspettiamo?
Buonanotte a quelli che danno, senza aspettarsi molto.
Sono con loro, perché se ne vanno a casa senza aspettarsi che domani qualcuno li inviti a propria volta per dir loro che si tratta di una cena importante a cui proprio non si può mancare: che c'è sindaco e assessore e che insomma qualcosa si concluderà.
Non c'è giorno che la gratuità non valga più di qualsiasi pretesto e di qualsiasi calcolo. Non c'è giorno che non valga la pena far le cose per il solo piacere di farle: sapendo bene di correre il rischio di non raccogliere molto, nessun plauso e nessun appalto.
Buonanotte a quelli che gli zoppi i ciechi e gli storpi se li sceglie come amici.
Quelli che l'arrivismo non sanno cosa sia.
E' che quando sono stato invitato perché potevo essere di qualche utilità a qualcuno, non appena la mia condizione è cambiata, gli inviti stessi sono scomparsi: non ero più nella lista dei bene accetti.
Non erano tutti nemici del Vangelo costoro, Ma forse non ne avevano mai capito un granché.
Buonanotte invece a quelli che pur non avendolo letto, hanno continuato a mangiare con gli straccioni come me, anche dopo, anche senza ch'io portassi il dessert.