Overblog Tutti i blog Blog migliori Culti religiosi
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

simeone.overblog.com

simeone.overblog.com


Sono stato fanciullo...

Pubblicato da enzo cilento su 7 Maggio 2013, 04:29am

"Sono stato fanciullo e ora sono vecchio, non ho mai visto il giusto abbandonato né i suoi figli mendicare il pane".

Mi sono soffermato questa mattina, recitandolo, su questo punto del Salmo 36, non perché io mi senta in grado di aggiungere alcunché alle migliaia di commenti ai salmi esistenti, ma solo per parlarne in riferimento alla mia e nostra esperienza.

Si tratta di quei passaggi nodali della nostra fede difatti, laddove davvero la nostra fede fragile viene messa alla prova, perché l'esperienza insegna spesso altro.

Il giusto in verità spesso lo vedi abbandonato e dimenticato, addirittura disprezzato per la sua rettitudine morale se non è riuscito a raggiungere la fama, il successo, la notorietà e la ricchezza che avrebbe potuto conseguire se solo si fosse piegato alle leggi ed alle logiche di questo mondo.

E che i suoi figli non siano costretti a mendicare il pane anche questo non appare così tanto scontato, considerando la condizione dei nostri giovani, impossibilitati a procurarselo il pane, se non disposti alla corruzione e al mercimonio, a venire a patti col più bieco dei compromessi: è l'esperienza che fanno milioni di giovani, oggi, nel nostro Paese: basta scorrere i dati sull'occupazione giovanile.

C'è un bel dire che il giusto appare in modo evidente "mai abbandonato", quando questa realtà che grida vendetta sembra dimenticare ogni giustizia e ogni trasparenza, negando il primo dei diritti di ogni uomo: quello a procurarsi il pane e quindi a vivere quella dignità complessiva che solo lo rende capace di sentirsi amato, accettato e sostenuto, di sentirsi non solo figlio di un dio minore, tanto per usare un'immagine certo ormai logora.

E' che forse la giustizia di Dio ci chiama tutti in causa e ci chiamerebbe tutti a contribuire alla costituzione di un mondo più equo - ed in questo consiste la responsabilità di ogni uomo - con scelte consequenziali alle nostre rivendicazioni di giustizia e di trasparenza: scegliendoci una politica diversa, rappresentanti diversi, pretendendo moralità nei pagamenti, nel rilascio delle ricevute fiscali, trasparenza nelle assunzioni e negli investimenti (anche quelli bancari), collaborando ad una giustizia sociale e morale, anche nelle piccole abitudini quotidiane, che fosse in grado in ultima analisi di non assistere all'ingiustizia assoluta del giusto abbandonato e del figlio costretto a mendicare il pane.

Ogni uomo e non solo ogni uomo credente dovrebbe sentirsi chiamato in causa ad essere operatore di giustizia, come dice lo stesso Discorso della Montagna, e quindi operatore di pace; così che chi omettesse, anche solo disinteressandosene, di farsi operatore di questa, non potrebbe rimproverare a Dio ed alla sua ingiustizia, la mancata realizzazione delle sue promesse.

C'è una responsabilità morale e sociale, personale e collettiva che insomma fa sì che la giustizia di Dio non sia concretamente visibile in questo nostro mondo, perché affinché "i giusti possederanno la terra e la abiteranno per sempre" come poi prosegue lo stesso salmo, occorrerebbe che noi non ci facessimo collaboratori di chi si oppone a quella stessa giustizia di Dio e si mette quindi inevitabilmente dalla parte di chi a quel Dio e a quel giusto non vuol darla vinta.

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post

Archivi blog

Social networks

Post recenti