Possibile che per essere glorificati, si debba essere traditi e che ciò nonostante si continui a sostenere che è possibile amare gli altri come se stessi? E' la bella domanda che risalta dal Vangelo di domani e purtroppo dalle nostre vite di tutti i giorni.
Ci sono giornate in cui il tradimento lo tocchi con mano: subito o operato, benintesi.
Si fa presente nell'incomprensione che di sé è sempre una mancanza di fiducia; nella richiesta di prendere le distanze; nell'offesa, nella chiara disponibilità ad offenderti, a ferirti, a venderti. Eppure io ti dovrei amare come me stesso.
Per dirla tutta, in quel momento fai fatica anche ad amare la tua dabbenaggine e la tua disponibilità, l'avere abbassato le difese e le barriere protettive. Una volta messa al bando la Maginot, hai pensato che la guerra fosse finita: e invece la guerra della bestia non finisce mai, purtroppo, anche dentro di noi.
Beh! Inutile stare qui a negarlo: in quel momento non puoi fare a meno di pensare anche a te stesso con una punta di rammarico: ecco l'ennesimo colpo basso a cui ti sei esposto. E non t'ami più. Tanto da dimenticare e da recriminare su chi questo sentimento ti invita di continuo a viverlo. Già: ma in quel momento dubiti persino di essere stato amato a sufficienza visto che è proprio questo che ti ha esposto al tradimento.
L'agnello indifeso è stato attaccato alla gola e solo allora si accorge quanto sia duro vivere da agnello. Il lupo continua a vivere, sazio per il momento, in attesa che ritorni la fame.
Si può amare il lupo?
Se ne può amare la sorte, forse, cercare di capire che gli è stato insegnato da sempre ad essere un carnivoro ed un predatore e ci si può persino chiedere se sia possibile farlo diventare meno offensivo.
In quel momento l'amore è solo un desiderio ed un'ambizione, un dono da chiedere, ma è inutile mentire: in quel momento - come sempre - l'amore non ci appartiene.
Perché - come diceva una vecchia canzone di Venditti - l'amore non ha padroni: mai. Va sempre chiesto.
Mi ami tu? - dice persino il Cristo a Pietro che pure lo ha tradito. Lo sai che ti voglio bene - risponde. Ma neppure lui può pretenderlo.
Lo chiede, appunto. E non c'è nessun modo migliore per capirlo che vivere il dolore di essere azzannati senza averlo meritato.
E' quella la gloria: amare senza che ce ne sia motivo apparente se non quello della libertà di farlo..