Mi ricordo un vecchio pezzo di Lucio Dalla, "Futura"; in cui ci si chiedeva nel refrain "cosa sarà domani". Già. Cosa sarà domani? Parlo anch'io in due parole dello scenario politico nazionale: non mi riferisco alla data, al santo del giorno; e neppure al maltempo. Cosa sarà domani. Ce lo chiedemmo anche venti anni fa dopo Tangentopoli e dopo le monetine lanciate contro Craxi; dopo la fine dell'era del Centro -Sinistra; dopo la morte della balena bianca (la Dc); dopo la fine del vecchio sistema partitico e dopo lo sbarco alla Camera dei Leghisti, nel frattempo ridotti al 3%.
Ma non è di numeri che voglio parlare e neppure fare il politologo. Anche se, ragazzi, poteamo non aspettarci la protesta? Ci siamo illusi che non accadesse. A Buenos Aires scendevano con le pentole in strada, in Grecia ci si scontra tra fumogeni ed idranti; in Spagna sono sulla stessa linea; la storia è purtroppo piena di affamati dispersi persino dai carrarmati e comincia così la caccia allo straniero che ci ruba da mangiare...
Cosa sarà domani... Ce lo chiediamo al termine di ogni giorno se siamo onesti con noi stessi e non pretendiamo di controllare tutto. Certo è che forse un giorno, un'era della politica potrebbe essersi conclusa e domani non credo che - come e più di sempre - sia uguale a oggi ed a ieri. Questo senz'altro.
Me lo sono chiesto "Che ne sarà" anch'io e prima di me con bel altro tenore tutti coloro che ad un certo punto hanno voluto o dovuto cambiar vita, posto di lavoro, casa, Paese, stato sociale. Due anni fa decisi di lasciar tutto, Roma e mestiere: Cosa sarà domani? E ogni Abramo e Mosè, ogni popolo, ogni emigrante, ogni uomo spinto dal bisogno a cambiare, chiamato ad andare altrove, va a dormire la sera precedente la partenza "cosa sarà domani?" C'era proprio bisogno di venire qui nel deserto a morire di fame? E i miei nonni in America si dicevano sempre "Valeva la pena venire qui a Brookyn per patire la fatica?". Alcuni se ne tornarono indietro. Non fu quasi mai una scelta felice.
Stasera ho ricevuto l'ennesima chiamata da Mediaset per partecipare ad un programma televisivo. Ho cercato di spiegare che non avrei più potuto: la mia scelta di vita mi spinge a dire basta. Ho chiuso il telefono quasi con un nodo in gola e mi sono detto "E ora? Cosa sarà domani?". Non voglio perdere la fiducia che in questa scelta di coerenza e ritengo di onestà, alla fine sarò ripagato - magari non domani - da un domani migliore: che altro mi verrà dato. Che altro mi sarà proposto e concesso. Poi, chissà. Non tutto appare chiaramente nell'immediato.
Cosa sarà domani dunque di questo Paese. Cosa sarà domani dei nostri ideali e della nostra fede (non parlo solo di quella religiosa); cosa sarà domani della Chiesa Cattolica e del mondo tutto, del modello occidentale...
Le domande si susseguono anche se ogni cosa ha anche a monte, nel comportamento degli uomini, le sue ragioni, nella loro libertà.
Cosa sarà domani, dunque... E' facile dirlo: basta guardare obiettivamente a ciò che siamo stati ed abbiamo fatto l'altroieri e ieri, oggi, fino ad un attimo fa.
In pace mi corico e subito mi addormento - recita un salmo - tu solo al sicuro mi fai riposare. Ah la coscienza! Buonanotte!