Overblog Tutti i blog Blog migliori Culti religiosi
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

simeone.overblog.com

simeone.overblog.com


Gli Uomini nuovi

Pubblicato da Enzo su 10 Marzo 2013, 06:00am

Come si fa ad essere creature nuove se non attraverso qualcosa che ti sconvolga l'esistenza? La creatura nuova di cui parla San Paolo è una che non ha nessun legame con il passato o che quel passato lo rilegge in modo nuovo, assunto in una nuova chiave di lettura che si chiama Cristo? Certo, Cristo non è né un filtro né una sola ideologia - me ne rendo conto - è probabilmente quel fatto nuovo che ha fatto irruzione nel tuo cuore e nella tua intelligenza e quindi ha trasformato almeno sotto due aspetti la tua vita e la tua comprensione di essa. Il cuore nuovo ti dà l'opportunità di leggere fatti e persone con una disponibilità e un'attenzione, una misericordia, una capacità di perdono che prima non avevi, il che poi non è relativismo ma fiducia, speranza, attesa. L'intelligenza nuova fa sì che tu possa rileggere il tuo passato - che quindi non è annullato - e il tuo presente in modo tale che assumano entrambi un senso, una direzione, come un'indicazione evidente circa la tua identità, il tuo cammino e la storia della tua salvezza, della tua liberazione. Un uomo è nuovo in fondo perché è libero da quanto prima gli impediva di esprimersi, cioè di far venire fuori quella domanda nascosta che era in sé; senza pregiudizi, senza conclusioni preconfezionate, senza deduzioni meccanicistiche che ti hanno fatto sempre arrivare alle medesime paralisi. L'uomo del fatto nuovo è uno che rilegge tutto in chiave rinnovata e da questa chiave è capace di cogliere cose antiche e nuove, una speranza sulla propria storia. Ciò non toglie che questa novità del cuore sia spesso impedita ed ostacolata dalle ricorrenti incredulità, dagli umanissimi scoramenti, dalla tendenza a ricadere nei nostri consueti schemi. Ma Cristo è pur vero che non può essere ridotto ad un nuovo schema in sostituzione di quello precedente: è un uomo da seguire, nella sua libertà e nel suo servizio, nel suo farsi strumento di questa liberazione. Solo proporlo in questo modo - così mi è sembrato fin dall'inizio - non solo ci libera da ogni moralismo, ma solo così esercita ancora il suo fascino. Cristo non è mai costrizione; è sempre novità ed è sempre slancio; fedeltà allo slancio. Essere riconciliati con Lui e mediante Lui del resto non è neppure solo una metafora che indica la riconciliazione dell'uomo con la parte più bella dei figli dell'uomo, ma è proprio riconciliazione con Lui, con quella persona che è andata incontro ad una morte reale e liberatoria, per noi. E' tornare davvero non solo ad un'idea di Dio, ad un'ideologia appunto, ma tornare da un fratello che ci sa parlare, accogliere, amare e fare compagnia come nessun altro. Solo chi vive questa amicizia vera - e in questo ci fanno da maestri i santi che ammiriamo, le tante persone che vivono questa semplice familiarità - è capace di parlarcene in modo convincente, affascinante, tale da renderci ancora nuovi, cioè ottimisti, pieni di fiducia, volenterosi nel volere davvero ricostruire la nostra vita su basi nuove e antiche ad un tempo. Cristo è davvero la speranza concreta di una vita rinnovata: non un percorso meccanico di pedagogia o di training autogeno. Cristo è una nuova vita: la tua. Se questo scompare, resta solo il peso di un rito che richiede i suoi sacrifici di sangue e ti priva della tua libertà. Dico la verità: mancano oggi - non sono visibili - quelli che testimoniano a fondo Lui e la sua libertà. Prevalgono gli educatori, gli ideologi, gli ammaestratori: quelli che ce lo rendono lontano e insopportabile. Cristo non è una prassi pesante e moralistica, è un grande amore capace di sconvolgerti la vita.

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post

Archivi blog

Social networks

Post recenti