Lo guardiamo con stupore e con un po' di incredulità: probabilmente si tratta di un amore senile, di quelle sbandate che prendono a cinquant'anni, ultimi bagliori di gioventù: prima di accettare il declino.
Ci siamo raccontati l'un l'altro un po' di storielle su quel tema.
A me ricordava un amarissimo film di Allen - l'ho detto e ne abbiamo riso in modo feroce - "Mariti e mogli", dove il protagonista, Alan Alda, si prende una di quelle sbandate "paurose" per un ragazzina che gestisce una palestra, un centro benessere, fino a decidere di andare a vivere con lei, lasciando sua moglie.
Ritmi nuovi, vita nuova, nuova alimentazione, eros e ginnastica: solo che a cinquant'anni quelle cose lì sono un po' ridicole e patetiche. E soprattutto non sono più sostenibili.
Fino a che il giovanotto di cinquant'anni non rischia l'infarto e si ricorda della moglie: torna da lei. A chi chiede loro la ragione di questa insperata riconciliazione, lei non dà che questa spiegazione amara e paradossale. Non si tratta di un amore che sia d'incanto rifiorito, ma del fatto che si deve prendere atto che per "la quarta legge della termodinamica" tutto prima o poi diventa "cacca".
Beh. Era questo che ci veniva in mente, quando sentivamo questa storia a cui avevamo appena assistito.
Il nostro amico sembrava aver perso ogni senso della realtà, il senso stesso del ridicolo, quello per cui Pirandello un giorno aveva scritto pagine feroci, descrivendo la signora in là con gli anni che si atteggiava a ragazzina e che continuava a fare il verso ai suoi vent'anni, volto incipriato come un mascherone, un modo di fare che la rendeva la parodia di se stessa: povera donna!
Era la metafora stessa del grottesco.
E io avrei voluto dirglielo al telefono, al mio amico, che si stava esponendo a tutto ciò. C'era oltretutto chi, non a caso, gli ricordava - non appena possibile - fatti di vent'anni prima, con annessi fallimenti: magari così sarebbe rinsavito.
E non tutti erano in buona fede. "In fondo ti è sempre mancata una rotella" - era la lettura rintracciabile tra le righe.
Lui cominciò a sospettare qualcosa; che quei messaggi volessero essere un invito alla prudenza.
"Allora si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: A uno di cento anni può nascere un figlio? E Sara all'età di novant'anni potrà partorire?"
"Non credo e non chiedo questo - diceva tra le risa - ma se almeno tu mi dessi la possibilità di tornare laddove si manifesta quel terzo principio della termodinamica..."
Senonché quel tipo che si chiamava Abramo, sghignazzando per l'incredulità, di là a un anno concepì un figlio. E quello a cui rideva in faccia lo fece restare con un palmo di naso: come i suoi amici.
"A me sarebbe bastato molto meno" - continuava a dire a quel mago della fecondità impossibile.
E Lui "A me, no. Io non m'accontento di un amore a metà e nemmeno delle leggi essenziali della scienze sperimentali".