Elia si sentì dire "Vattene di qui, dirigiti verso oriente; nasconditi presso il torrente Cherit, che è a oriente del Giordano. Ivi berrai al torrente e i corvi per mio comando ti porteranno il tuo cibo". Egli eseguì l'ordine del Signore; andò a stabilirsi sul torrente Cherit, che è a oriente del Giordano. I corvi gli portavano pane al mattino e carne alla sera. Egli beveva al torrente.
C'è un tempo in cui ci vien chiesto di fidarci e di rifugiarci dove c'è ancora acqua e Provvidenza per noi, inattesa, corvi che ci porteranno cibo e acqua che scorre fresca dal torrente per abbeverarci. In quel luogo, in quel tempo, ci viene chiesto di aspettare e di godere della bellezza del luogo, della generosità di Dio, del suo creato. Si dorme, allora, e si prega, si ringrazia il cielo di aver trovato un posto così ospitale: che Qualcuno si stia prendendo cura di noi. E sono le parole di un amico inatteso, di un familiare, di qualcuno che possa guardare con equidistanza e lucidità le nostre passioni e le nostre ansie. E' una casa che ci ospita; un libro, un riposo che ci accoglie; un silenzio ed una solitudine apparente che ci rimbocca le lenzuola del nostro ricovero, dove non sono le angherie, le ingiustizie, le maldicenze e le mormorazioni, tutte le liti che fan sì che l'uomo si scanni per quest'aiola che ci fa così feroci.
Dopo alcuni giorni il torrente si seccò, perché non pioveva sulla regione. Il Signore parlò a lui e disse. "Alzati, va' a stabilirti in Zarepta di Sidone. Ecco io ho dato ordine a una vedova di là per il tuo cibo".
Accade, intendo, che interviene poi quel tempo in cui il torrente si secchi e che il luogo in cui siamo stati allevati e accolti amorosamente, diventi d'un tratto improduttivo: che ti faccia morir di fame. E' il momento di levar le tende. Perché altri siano chiamati a provvedere a noi e, provvedendo a noi, vedano crescere nella loro stessa vita la Grazia, come la vedeva di Zarepta di Sidone che pure aveva un solo pugno di farina e un goccio d'olio e che, pur sfamando Se stessa suo figlio ed Elia per giorni, non solo non muore d'inedia, ma vede le sue povere provviste miracolosamente intatte.
C'è un tempo in cui ci vien detto che c'è qualcuno che ci aspetta per fare esperienza di comunione e di fede: perché Dio continui a manifestarsi, come la sua generosità. Che è bene che non solo i torrenti e i corvi sappiano di noi e della sua Provvidenza, ma che anche agli uomini sia dato di fare esperienza di Lui, del suo immenso amore.
E' quello il tempo in cui ciò che abbiamo sentito da un orecchio, sia annunciato dalle terrazze di tutte le case: anche quelle di Zarepta di Sidone.