Noi li chiamiamo “comandamenti” e invece sono “parole” che suggeriscono quale via sia percorribile per essere felici. Perché è così che è fatto l’uomo. E sicuramente non si è felici se si brucia di invidia per quello che gli altri possiedono; se perdiamo il sonno e la pace per quello che vorremmo, cose.
Si tratta di idoli e di totem che non ci fanno dormire.
Mentre ci consente di dormire, vivere per ciò che vale e non ci consuma; per degli affetti certi, quelli di chi ci ha messo al mondo, per esempio;
se sappiamo riconoscere il nostro diritto sacrosanto di riposare un giorno uno spazio ogni tanto ed ogni giorno, perché per nessuna cosa al mondo va perso il gusto di vivere e di fermarsi.
Il Dio non mi comanda nulla, ecco; mi parla semmai, e mi dice due parole che tengono conto che nulla vale quanto la mia serenità; che nulla è paragonabile al nostro diritto di essere lieti. Quelle parole mi dicono non perdere la tua letizia dietro a nulla. Vali molto più di tutto questo.