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Fifteen Melody: la melodia dei numeri

Pubblicato da enzo cilento su 23 Dicembre 2014, 08:53am

Tags: #mater et magistra, #attuale

Gaudete, dunque, uomini che avete a cuore la denuncia e la verità. Perchè Papa Bergoglio proprio non le manda a dire. Le dice: testuali.

I mali della chiesa. quindici o giù di lì. Sembra un vecchio testo di Branduardi - con tutto il rispetto - la storia dei numeri: dieci sono queste e quelle... "Unica è la morte, la la. Niente oltre, niente di più" - cantava il menestrello.

E i numeri insomma, per tradizione ebraica e cabalistica, son cose: sì. Per i Medievali i numeri son proprio cose, realtà. E non c'era numero (vd. l'Apocalisse) che non avesse rispondenza concreta: il numero di colonne in una chiesa; la sua altezza e le navate; l'ampiezza e l'altezza delle mura di Gerusalemme; il numero dei salvati; Mille e non più Mille, sette.

I numeri son cose perchè sono armonia simbolica e schematica: sono la quantità dell'Essere e i suoi predicati. I numeri - sette quindici o un milione - sono centoquarantaquattromila e sono dodici: sono le tribù di Israele e sono i candelabri; sono gli anni dei Patriarchi e sono i vegliardi; sono i viventi; le virtu teologali e vizi capitali, opere di misericordia e comandamenti. La vita è numero, cioè musica e sonitus, qualcosa del genere; è sinfonia.

O dissonanza, non melodia e neppure suono: caos, prima dell'Uno e della Parola che è numero di lettere e suono pronunciato in lettere appunto, definito, essente.

E' la voce magmatica del caos primigenio, prima, e del vulcano: il male quindi che non è che per difetto di numero invece: numerabile se non in modo imperfetto, se non mancante con l'esattezza armonica.

Il male è il numero che manca, sempre, infine; come i giorni mai vissuti sul calendario nella riforma del calendario gregoriano: ne vennero saltati alcuni, mai esistiti dunque, per sempre; per rimettere a posto ogni cosa. Giorni mai nati, mai sorti, per rifare la misura.

Il male e il peggio è il numero che non c'è. E quindici è un numero che è sempre a metà via: multiplo di ciò che è tra sette (completezza) e dieci appunto, imperfetto: multiplo di una imperfezione pertanto: perchè il male è la voragine che inghiotte e che non produce e non costruisce nulla; come un trecentosessantasei, tre volte sei (Creazione) - sei sei sei - creazione artificiale e multipla, all'incontrario e maledetta, bifronte: Satana e l'Anticristo, secondo la tradizione.

Recano quella cifra sulle mani e sulla fronte i figli della Voragine e della Vertigine, i figli del Nulla, assolutamente Sterili, assolutamente Improduttivi.

E nel male non è che mancanza, che aborto di vita; che mostruosità; il Cristo che si fa la sua parodia; l'uomo che diventa surrogato di sè stesso.

Nel male l'uomo è questo, solo questo: una metà irrisolta, un cinque rispetto al dieci, rispetto alla sua perfezione; una via interrotta, come un coito, prima del sette, numero della creazione sempre (sei giorni per creare. Tre volte sei per creare l'opposizione diabolica al Creatore).

E' l'uomo che si imbestia infine e che diventa poco più che tale, animale, nel suo impeto creatore/distruttore.

E di animale inoltre abbiamo una natura ed un respiro; poi v'è una Grazia che trascende e che comprende.

La Chiesa del male è la Chiesa che non si somiglia più: è quella che conta i numeri del suo potere, delle sue terre, dei suoi proseliti e delle sue ricchezze.

Cristo povero, Mida un pezzo d'oro: che conta i numeri inutili.

Che non produce nulla se non infelicità e non somiglia se non ad uno che si fa del male e muore di fame: eccolo Dio idolo, un robot, una macchina che ci lascia digiuni e freddi per sempre.

Voglio tornare alla mangiatoia. Fiftheen Melody: solo battito d'ali. E nessun campanello d'oro per piegarsi al Tempo delle Vacche Grasse, al Vitello nel deserto.

Mosè vedendolo, fece a pezzi le tavole del patto - da uomo a uomo - stipulato col Padreterno. E fu come un fulmine.

Quindici o tre volte cinque che non produce che morte, desolazione, solitudine nel deserto. I numeri della fine, insomma...

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