Overblog Tutti i blog Blog migliori Culti religiosi
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

simeone.overblog.com

simeone.overblog.com


Evviva Sister Act

Pubblicato da enzo cilento su 8 Dicembre 2014, 10:44am

Tags: #attuale

Per me, scrivere, così come leggere è sempre stato non solo parte essenziale del mio lavoro, un piacere “quasi” infinito (e in questo sono stato una persona fortunata che però per questo ha corso anche i suoi bei rischi, sempre); e infine scopro adesso è anche un mio modo, il mio, di pregare, di parlare.

Così parlo da sempre e non solo con Dio e con la fatica quotidiana, tanto che mi costerebbe di più non farlo e, ancor di più, fare altro: un altro mestiere, insegnare in una scuola, andare in ufficio, riparare elettrodomestici e impianti elettrici per clienti di ogni tipo.

Forse per qualche giorno potrei provar gusto a fare il pane: azzardo; a mettere un po’ di piantine in un orto: non so.

So che non ho saputo fare altro in ogni caso; e che questo è il mio modo di fare il mio dovere, che oltretutto costituisce pure un gran piacere. E che così sono contento: il giusto, non di più.

Certo, da quando mi è capitato (e “capitato” non sarebbe il verbo giusto) di tornare a considerare una dimensione “trascendente” nel nostro tran tran che va e che ci accompagna fino alla tomba; di scoprire altro, oltre il solito andazzo; non è che mi vada di scrivere di tutto.

Ci son cose che proprio non mi allettano in alcun modo. Ma insomma, per farla breve – che ho già detto troppo – è questo il mio codice e penso di essere nato per questo.

Leggevo giorni fa su “Avvenire”, in tema di oratori ed affini, la dichiarazione di una suorina che, là per là mi è sembrata azzardata; e che poi invece – fuori da qualsiasi moralismo di facciata - mi è sembrata vera ed essenziale, cogliendo il punto, il cuore del problema: “Noi qui non siamo chiamate a fare le assistenti sociali al posto di altri; e neppure le maestre – diceva con chiarezza la nostra religiosa – la mia vocazione è parlare di Cristo, nel modo che mi vien chiesto; e che costituisce la modalità della mia vocazione”.

Evviva la franchezza!

Ci ripenso ora, quando mi ritorna alla memoria la mia esperienza di catechista (o di catechizzato): che non ho mai amato (ho guardato anzi con diffidenza) fare il maestro supplente “ad usum”;

che insomma le stesse catechiste non sono mica maestre di serie B;

e che neppure io volevo esserlo (ma nenache di A, benintesi): non proprio, non esattamente; anche se le modalità son spesso quelle, con quello scimmiottare – mi si perdoni - programmazione didattica ed obiettivi da raggiungere: come nelle scuole.

Che semmai era di Cristo che mi andava di parlare, di Lui: senza fare un altro mestiere.

Insomma, evviva la suorina che non le manda a dire; e che insegna a tanti tra noi che nelle parrocchie non questo ci viene chiesto, e nemmeno di fare manovalanza, un’altra scuola e altre lezioni, magari in modo “altro” e inadeguato; senz’altro come se questo fosse il ruolo, “con la penna rossa”…

Il che non toglie che di gente volenterosa ne abbia incontrata tanta e tante brave mamme di famiglia: talora persino troppo brave, brave a far dolci, a cucire, a fare volontariato, la festa dell’ammalato, la giornata dell’anziano e quella del lebbroso.

E’ che io con quelle troppo brave – lo confesso - ho sempre avuto qualche difficoltà: preferisco quelle un po’ più strampalate, ecco: generose sincere e che non salgono in cattedra. Evviva la suorina!

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post
B
Per altri motivi in questi giorni riflettevo sulla Bellezza della Verità , con il desiderio di fissare i pensieri attraverso la complicità di una penna: la verità nella vita, nelle varie forme dell'arte, nella semplicità delle piccole cose (quelle che anche a costo di sembrare superficiali, aiutano le persone ad assaporare la vita nel quotidiano e soprattutto a dare silenziosamente la forza di &quot;spostare le montagne&quot;.) E in nome di questa Bellezza scrivo due righe, come se cliccassi un &quot;mi piace&quot; o un &quot;condividi&quot;, tanto di moda attualmente:<br /> lo faccio per quella donna, suora, essere umano che rappresenta tutte le donne (ma anche gli uomini, direi) che hanno voglia di amare Dio e gli Uomini con la Verità. Si quella Verità a volte un po scomoda, che non soddisfa per forza tutto il mondo, che scandalizza perche mette in discussione regole (lo sta facendo perfino Papa Francesco....), che - se pur &quot;giuste&quot; non sono sempre applicabili rigidamente a tutte le situazioni di vita; forse perche Grazie a Dio ognuno di noi e un essere unico ed irripetibile con tutti i suoi difetti, pregi ed i perche.....<br /> Mi capitava di parlarne con paura, fatica, imperfezione, ma con convinzione, anche ieri ad un paio di giovani senza voler far catechismo, ma con il cuore in mano.
Rispondi

Archivi blog

Social networks

Post recenti