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Ciò che sazia

Pubblicato da enzo cilento su 10 Dicembre 2014, 20:02pm

Tags: #mater et magistra

"L'uomo è inquieto. Nulla lo può saziare. Nulla di ciò che ha limiti. Più ottiene, più cresce la sua inquietudine di trovare riposo. Il suo cuore è fatto per l'infinito, per un amore senza limiti. E' la repressione del desiderio d'infinito che spiega quasi tutte le crisi del mondo d'oggi".

Così il vecchio Atenagora, il patriarca ecumenico di Costantinopoli che abbracciò Paolo VI cinquant'anni fa, dopo un millennio di scomuniche e di separazioni.

E chi può dargli torto se è proprio di quel desiderio inestinguibile che siamo costituiti. De- siderio: è la distanza dalle stelle (così l'etimologia latina de sideribus), dalle cose alte, dalla pienezza che ci rende così inquieti e così insoddisfatti. E non facciamo che cercare surrogati di felicità perché il desiderio spesso è cieco e sordo, e non ha chi gli risponda, non ha chi lo riempia.

Non reprimere questo desiderio: non reprimerlo in nome del prosaico realismo del già visto e del "così fan tutti": credo che sarebbe questo quanto va insegnato agli uomini e ai nostri bambini: non vi accontentare di vivere scontenti né di ciò che alimenta questa scontentezza, questo tarpare le ali all'infinito.

Da bambino sognavo di fare l'attore e lo scrittore; poi di fare il monaco e l'eremita; poi di vivere il Vangelo integralmente; poi ancora il mio sogno è di abbracciare Dio, l'Infinito e di potergli parlare. Mi hanno insegnato sovente a rinunciare a questa inquietudine ed ogni volta che l'ho fatto mi sono sentito represso, come dice Atenagora, cioè infelice.

"Non ho paura di niente e di nessuno ora - concludeva il patriarca - l'amore allontana la paura".

Sottoscrivo. E le cose oggi hanno senso solo in quanto strumento: verso la liberazione dalla dipendenza da esse.

Per farci felici occorre ben altro!

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B
Forse quando la natura cioé la grotta con i suoi antichi ghiacciai incontra la storia cioé Cristo finisce la lunga preistoria del mondo che cosí si schiude e si illumina: "le pareti e le volte della spelonca crollano e dalle fenditure irrompe la luce: l'era della vita sotterranea é finita, comincia l'era dell'esperienza". Sotto la volta del cielo - culla delle lontane stelle - L'Angelo dell'Annunciazione ha concluso la sua missione mistica, Cristo é nato ed ora un uomo - il Battista -darà l'annuncio agli uomini non come una rivelazione o come una profezia, ma come intuizione quella ispirata che precede e stimola l'esperienza. L'esperienza cioé la vita che sazia il corpo e lo spirito.
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B
...Il già visto, Il cosí fan tutti..<br /> Sfogliavo l'Argan per riassaporare notizie e immagini della Storia dell'Arte italiana e rileggendo i commenti a fronte del dipinto custodito al Louvre &quot;La Vergine delle rocce&quot;, trovo un inciso che evidenzia il perché Leonardo puó essere considerato un uomo del 400 - dell'Umanesimo, ma giá proiettato nel futuro, nel Rinascimento. Egli conosce bene l'Antico, i Classici, il passato....é appunto di lí che veniamo, non lo nega, non vuole cancellare quel patrimonio.<br /> Ma Leonardo non vuole e non puó ritornare (al già visto) ed imitare (&quot;il cosí fan tutti nel 400&quot;) l'Arte antica cosí lontana, come suggerito dai ghiacciai di quel dipinto che &quot;alludono al passato remoto del mondo&quot;, sostiene l'Argan. La preistoria, ci suggerisce ermeticamente Leonardo, finisce con la nascita di Cristo che s'inclina verso l'esterno di quella grotta che accoglie anche la Madonna, il Battista e l'Angelo.
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