Ad Anna che mi dicono, in tv, non ha paura di mostrare la sua malattia e una domanda sul senso "perché?" di tutto questo, non ho molto altro da dire se non "sono con te" o "come te (?); e lo sarò fino alla fine dei giorni, i miei, con te e con quelli che pur soffrono vedendo il proprio corpo trasformarsi e andarsene degenerando, per la propria via, ma vanno, "ci stanno", come dici.
Il coraggio, che bella dote umana! Quasi come un Dio.
Coraggio e dignità, forza, senza aver paura di dire "sono questo", un povero essere di carne che si va cambiando e che non sa dove lo conduca domani, oggi, la trasformazione, come un manto, una crisalide che si fa altro.
E' così per tutti e tutti conosciamo il divenire, il passare, il mutarci: come una linea di non ritorno: non torneremo bambini, ma neppure vecchi, mai più e neppure malati. Tutto non sarà più come prima. E c'è gusto a pensare che la notte passa, che la via - se anche è via di Croce - dovrà pur finire.
A tavola invita i poveri e gli storpi, gli zoppi e i ciechi, quelli che non possono darti nulla in cambio e avrai già un pezzo di cielo in tasca.
Siamo con Lui nella sofferenza, ecco, a tavola con Lui nella malattia; a mangiargli assieme, nella sua mano, mentre ci scopriamo fragili ed ammalati, con un futuro incerto di cui è pure legittimo avere paura.
Sono orgoglioso di essere uomo, di fronte a questo, Anna Marchesini; è la migliore di tutte le tue apparizioni in scena. Sorridi, perché chi è come te non è mai solo ed è un conforto per chiunque lo si senta, in quel momento.
Parla e recita e fa' quel che vuoi e puoi ancora; finché ce n'è respiro.
Pensa al bene, tanto, alla consolazione, alla speranza che stai dando a larghe mani a tanti; come se Qualcuno si servisse di te per il mondo intero.
Canzone per Anna, per quelli che non si fanno distruggere dal dolore.
E' anche per loro il Regno di Dio.