Mi astengo dal tirare conclusioni affrettate.
Mi ricordo però che da bambino una delle mie nonne, ci canticchiava di "una casetta in Canadà", proprio con l'ultima accentata e "con tanti fori di lillà".
E che il "Canadà" sembrava davvero il paese delle fiabe, dove vivevano Hans e Gretel, con le sue case di legno, le dighe e i castori, pagaie e fiumi da attraversare, il mondo dei "natives" americani e di David Crockett, dico: erano deformazioni infantili.
E' che mio padre mi regalava certi libri a nove, dieci anni...
Che il male circoli dappertutto - dico - non deve sorprendere, tranne che nei paesi dei balocchi, in quelli dei nostri sogni;
e non m'indigna più neppure scoprirlo, giorno per giorno. Poi, a volte, come oggi, mi dico che conoscerlo, il male, è quasi la condizione preliminare perché, nonostante tutto, si abbia fiducia nel suo contrario, Il brutto come condizione del bello.
Come dire (e lo sosteneva un filosofo non da poco come Agostino) che il male c'è come differenza, come deficit, mancanza rispetto alla pienezza. E' vero: l'infelicità e la tristezza ci sono ma come deficit rispetto al loro opposto. E' non crederlo che determina la disperazione.
Tanto che infine all'idea che ci terrorizza, quella della morte; non può che contrapporsi quella del suo opposto, della vita. E quindi una vita che termina è la condizione che ci fa pensare ad un suo naturale contrario, esistente e perciò pensabile, che è una vita che non finisce per nulla.
Il Canada è un po' come la terra delle favole, certo, con tutte le sue casette in legno e quant'altro, che del resto si contrappone a quell'Inferno in cui spesso ci troviamo a vivere e che quasi favoriamo esista con la nostra condotta aggressiva, violenta.
Ma se il ragionamento ha una sua logica, quell'idea del Paese felice non è lontana dall'essere, visto che il suo opposto - l'Inferno, è qui, ogni giorno.
Ora, il punto credo che sia questo: in quale misura si è disposti a entrare in lotta con chi costruisce l'Inferno, perché possa esistere dunque un Canadà, con tutte le sue casette piccoline e relativi fiori di llllà?
Ai filosofi da nulla come me, non lascio che la riflessione...