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Giri

Pubblicato da enzo cilento su 28 Luglio 2014, 19:47pm

Tags: #attuale

Strani giri fanno le esistenze delle persone, come se dei sentieri già tracciati dovessero essere percorsi necessariamente e più volte: come un trenino elettrico sulla sua pista giocattolo, già segnata, con le sue curve, le stesse; le sue gallerie, i suoi carichi e i suoi incroci pericolosi.

Giri strani dunque che ci fanno sentire come marionette appese ai propri fili, lungo binari previsti, manovrate; e i fili delle cose alla fine si ricongiungono tutti per compiere gli stessi movimenti, per segnare la stessa orbita; i fili della nostra tela, insomma; fili che ti riportano a quel che sei: il filo rosso che segna la tua parabola, che segue tutta la tua vita.

C'è chi si dice convinto che nella vita non solo si facciano gli stessi percorsi di continuo, ma soprattutto sempre gli stessi errori, soprattutto, reiterandoli;

e che di quello, di quello soprattutto sia fatta la nostra natura, la nostra storia: noi siamo (anche) la storia dei nostri errori già fatti e ricorrenti; così come la nostra psiche che ripercorre le medesime dinamiche, le stesse azioni/reazioni; gli stessi sogni che ricorrono periodicamente nel nostro mondo onirico.

Lo scopri ad un tratto della tua vita che c'è un filo che ti riporta da dove vieni, da dove era inevitabile che tu tornassi; e se questo non suonasse come una sorta di determinismo fatalistico; sarebbe quasi consolante che in ogni caso, al termine di ogni corsa si fa ritorno a casa, alla verità di noi, il che in fin dei conti a volte sembra aver tutta l'aria di esser vero.

C'è invero che al termine, tornando da dove si era partiti, reiterando gli stessi percorsi; questi ti fanno scoprire che quella stessa casa tua non è mai più la stessa; e che in fondo, ogni giro, pur simile agli altri, come su una giostra, è a suo modo diverso:

Che non siamo mai del tutto gli stessi; che le cose attorno si muovono a un'altra velocità, altri scenari, altri attori di sfondo; tanto che, alla fine, un'ebrezza come da ubriachi ha il sopravvento e con essa la sua malinconia;

come se a girare in tondo finissi col provare un malessere molto simile al mal di mare...

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