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Un altro modello

Pubblicato da enzo cilento su 11 Giugno 2014, 06:49am

Tags: #attuale

Si scatena un altro raptus di follia omicida in una scuola americana.

Ne trovo appena ora notizia su Virgilio: "Uno studente è stato ucciso in una sparatoria in un liceo vicino a Portland, nell'Oregon. Lo ha riferito la polizia, assicurando che l'aggressore è stato ucciso e che la situazione è sotto controllo. E' accaduto al Reynolds di Troutdale, circa 20 chilometri a est di Portland, sulla costa occidentale. Al liceo sono iscritti circa 2.800 studenti che erano appena arrivati in classe quando è cominciata la sparatoria".

E uno potrebbe anche rispondersi dicendo che il sistema delle news d'Oltreoceano è talmente perfetto che ciò che altrove non fa notizia, dagli Usa rimbalza invece puntualmente in tutto il globo come un'esplosione.

Si potrebbe anche sostenere, ma sarebbe invero una "non risposta".

Potremmo dire allora che è il mercato "libero" delle armi che mette in mano al folle il mezzo per dare seguito alle sue allucinazioni. E anche questo contiene la sua parte di verità benché i folli sono spesso ragazzi normalissimi.

Infine difficile non sostenere che tanto la società e la scuola americane, così ipercompetitive; quanto il modello tutto materialistico che sono alla base del nostro stile di vita (facce comunque della stessa medaglia) sono responsabili di questo impazzimento delle coscienze, di questa loro frustrazione violenta.

"Frustrazione" infatti credo che sia proprio la parola chiave: devi essere bello abbastanza, giovane e prestante per far parte del gioco; poter avere quello che vuoi; un lavoro remunerativo; una casa che sia quella giusta; tutti i benefit che si possono avere; devi essere un vincente.

Semplicistico?

Certo, come lo è il modello unico che si è affermato, uniculturale.

C'è bisogno di un modello alternativo credo che abbia pari dignità.

Dove ciò che guadagni in fin dei conti sia secondario; il tuo aspetto fisico non sia determinante, come pure la tua carta di identità; dove alla competizione si contrapponga altro: convivenza, tolleranza, condivisione, collaborazione, persino comunione, tutte citate da un minimo di intensità ad un massimo.

Chi non lo capisce continuerà a portare fiori domani nei luoghi in cui si sarà compiuta l'ennesima strage della frustrazione disperante.

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