Overblog Tutti i blog Blog migliori Culti religiosi
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

simeone.overblog.com

simeone.overblog.com


Una pallida imitazione

Pubblicato da enzo cilento su 2 Aprile 2013, 04:34am

Dove mi hanno nascosto il corpo del mio Signore? E' la domanda non solo di Maria di Magdala ma di chiunque ad un tratto si rendesse conto che qualcosa di essenziale per la propria esistenza gli è stato strappato via. Può essere un figlio, un marito o una moglie, un amico e infine una speranza.

E poi alle tue spalle senti qualcuno che dice "Maria", che ti chiama e a cui tu rispondi riconoscendolo. Dici "amico mio" o "maestro mio" come Maria di Magdala, certo.

E qui mi viene in mente quella poesia celeberrima di Charles Peguy: Lui è solo da un'altra parte, in un'altra stanza, ma c'è e ti sente. La citò mi ricordo Sandra Mondaini quando raccontava la separazione lacerante che avvertiva dopo la morte di suo marito. Ci si continua a parlare, non come ad un fantasma ma come ad una presenza, solo in un altro ambiente attiguo.

Ma questa rischia di essere solo poesia, me ne rendo conto. La verità è che quell'assenza è così presente, così poco evidente, così incorporea a tratti, legata solo alla nostra memoria, che alla fine ci diamo noi stessi del matto e non ci crediamo più. Vincere la separazione fisica è un atto estremo, che devasta.

Dov'è il corpo? - dice Maria. Perché noi di quel corpo abbiamo bisogno: di quegli occhi, di quel respiro e di quella voce: inutile fingere che non sia così. E' come l'estate in tempo d'inverno. Torna, c'è da qualche altra parte ma per ora non si vede, non si sente e non è detto che quell'estate prossima a venire ci troverà ancora qui. Vorremmo vivere perché questo avvenisse e vorremmo che fosse domani. Solo la fede nella ciclicità delle stagioni ci sorregge: più di quanto lo possa la certezza che da qualche altra parte l'altro ci ascolti. Anche se talora siamo certi di averne fatta esperienza.

Dov'è la mia speranza? Perché anche quella mi avete portato via?

E' la voce disperata di Maria, la voce distrutta di chiunque fa l'esperienza di una morte. Occorre che qualcuno la faccia sentire quella voce. E forse gli uomini, quelli che portano in sé quella voce, occorre allora che si facciano avanti, si facciano sentire e dicano "Non è qui, ma è risorto".

Lo hanno visto? Gli hanno parlato? Hanno cenato con lui? Alcuni sono certi di averlo fatto: sono pronti a giurarci. Era lì al bar, era in fondo a quella strada, era in Galilea. Anzi, vedi sono io stesso che ti sto parlando: non riconosci la mia voce? Maestro - gli rispondi - amore mio...

Eppure occorre che quella persona si faccia avanti, che porti in modo evidente quella presenza dinanzi a te, che ti restituisca la speranza. Credo che sia questo il compito di ogni uomo, di ogni credente: essere una speranza riconoscibile, una voce familiare, che scalda il cuore e illumina la nostra mente.

Accogliere l'incredulità e lo smarrimento però è fondamentale: leggevo Pietro, stamane, la sua I lettera. Quel richiamo a coloro che sarebbero stati scelti per essere increduli...

Io non riesco a rassegnarmi che qualcuno venga scelto per questo. Nessuno può esserlo.

Gli avvenimenti ci rendono increduli, le nostre esperienze, le delusioni, il dolore, la solitudine, il silenzio.

Ma se Dio parla, anche con la nostra voce, nessuno può essere incredulo per volontà di Dio. E' forse che la nostre voce è fredda, priva di calore, non è familiare, non è la carezza che Raimondo sapeva dare a Sandra, non è il suo umore e il suo amore. E' che spesso siamo solo una pallida imitazione.

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post
A
La forza di chi crede nella continua Resurrezione di Gesù Cristo - senza vederlo, senza toccarlo - dà la forza di affrontare nella vita la perdita dei nostri cari, l' abbandono, la pazzia, l'inspiegabile.<br /> E' in lui che troviamo la forza di aspettare, elaborare, superare e come se non bastasse ci regala la primavera dell'anima - non solo a Pasqua ovviamente - ma all'improvviso e sotto forme diverse, anche se non si possono toccare.
Rispondi

Archivi blog

Social networks

Post recenti