Non so se ci sia posto per tutti tra noi. E' quello che mi sto chiedendo alla luce di qualche vicenda che forse andrebbe chiarita e raccontata.
La storia a cui mi riferisco parla di un uomo riavvicinatosi alla Chiesa e prima ancora alla fede dopo aver fatto altre scelte ed esperienze che da essa lo avevano allontanato in modo siderale. Alla stessa persona, di fronte alla possibilità di una scelta di vita consacrata, qualcuno "autorevole" all'interno della gerarchia ecclesiastica ha fatto notare che la scelta sarebbe dovuta avvenire diciamo tenendo un profilo bassso - per dire - perchè la gente non dimentica e perchè a nessuno potesse sembrare che avesse goduto di un credito speciale.
Già! Nessuno dimenntica: quindi resta fuori o ai margini e vivi la tua vita penitenziale e di nascondimento. Nessuno obietta che anche questa possa essere una scelta consapevole e saggia; quello che obietto è che qualcuno possa avergli suggerito "molti ricordano".
Forse questo dovrebbe essere a maggior gloria di Dio, rafforzare semmai la consapevolezza che la salvezza può giungere ovunque senza contare che nella nostra chiesa non può essere questo il criterio di discernimento e quindi di discriminazione: questo non sa di accoglienza; non sa di chiesa e neppure di Cristo. Siamo uomini ma evidentemente non c'è posto per tutti