Di fronte a quel nuovo "agitatore" che metteva in discussione troppi equilibri precari, il tetrarca Erode altro non seppe replicare se non un "Giovanni il Battista non può essere. Io l'ho fatto decapitare".
Ora, com'è possibile che ciò che si è decapitato possa rinascere? Non si tratta forse di qualcosa di mostruoso? Non è un po' come il fantasma che tormenta la memoria di Amleto ad Elsinore? I fantasmi mettono paura ai loro assassini e questa è la loro dannazione: che lo spettro venga a vendicarsi.
Ora, il gesto di decapitare che in questi giorni è così tristemente d'attualità è di un forte significato simbolico e non è casuale che si decapiti quella società occidentale ("i crociati") che si vuole esorcizzare. La paura di venirne contaminati è forte.
Mille segnali si potrebbero aggiungere a questo: dall'oscuramento del web ai diritti di cui son private le donne (e talora anche gli uomini). L'Occidente - pur malato per molti versi - fa paura a chi teme che quel "predicatore" e quell'agitatore possa mettere in discussione privilegi e costumi che evidentemente sono "potere".
Ora, possono cadere le teste, come quella degli ostaggi e come quella del Battista, ma i fantasmi non cessano di popolare i sonni agitati di chi si sente minacciato nel proprio diritto indiscutibile e perenne.
Possono farci cader la testa - mi verrebbe da dire - ma certe libertà che una cultura diversa rappresenta rispuntano e rinascono, come dal sangue del martire. Quel che si vuole decapitare è il pensiero ed è la dialettica della storia, la sua evoluzione.
A livello individuale infine, ciascuno di noi del resto commette di frequente i suoi efferati riti di esecuzione (e di decapitazione). Ci sono aspetti di noi - spesso relazionali - che vorremmo di continuo negare e sopprimere, perché rivelano aspetti psicologici ed esistenziali che non siamo disposti ad accettare ed a prendere in considerazione, come certe inclinazioni. Spesso ne facciamo esecuzioni frettolose e sommarie. E anche lì non c'è verso. Esse rispuntano, in qualche modo riaffiorano sotto altra veste ma sono sempre loro.
"Ma come? - ci diciamo - di questo mi sono liberato di lui, l'ho giustiziato: via dalla mia vita!" E invece è ancora lì, con un altro nome ma con la stessa funzione: ti sta chiedendo di prenderlo in considerazione. Ti dice che l'equilibrio apparente va ripensato. Che c'è qualcosa che non devi negare.
E' il terrore che rende gli uomini assassini, in ogni caso.