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IL SABATO DEI FARISEI

Pubblicato su 22 Gennaio 2013, 10:07am

Riflettete sul sabato e sul riposo dei farisei: nulla si può secondo la regola scritta perchè non la regola è per l'uomo ma l'uomo è schiavo delle regole.

E quante regole ci imponiamo da soli? Quanti paletti mettiamo alla felicità ed alla sorpresa? Si chiami regolismo, si chiami moralismo (perchè anche quello a volte ci impedisce di essere noi stessi imponendo a noi stessi non una naturale solidarietà con gli altri ma quei sensi di colpa che non nascono dall'amore ma dalla paura di essere giudicati, anche da noi stessi).

E il moralismo è il contrario del bene perchè ne costituisce un surrogato, non ne ha il senso e finisce col farcelo detestare.

Quella libertà dalla regola del sabato farisaico non è del resto legittimazione di qualsiasi deregolazione: è la lezione del cuore libero che agisce in risposta a ciò che noi siamo più interiormente, ai bisogni veri più prfondi che non sono mai dettati dal timore e dal senso di colpa. C'è una regola direi che non vorrei mai dimenticare: quella promessa di felicità che Dio ci ha messo nel cuore, suggerendocela, con una novità ed una imprevedibilità che può far paura ed è l'amore pensato per noi.

E' di questo che non bisogna avere paura, a questo bisogna essere fedeli ed è l'unica osa che fa sì che il nostro comportamento diventi anche morale solidale ed altruistico perchè nasce da un cuore pacificato con i nostri desideri più profondi.

E' ben difficile io credo che un essere che è in movimento verso la realizzazione piena del suo bene, dopo aver scavato in profondità ed avere ascoltato la voce di Dio che parla in noi, possa non rispettare la vera felicità degli altri, perchè esse infatti si corrispondono.

Sono i capricci, i surrogati a non far coincidere il mio con il bene altrui. Siamo tutti responsabili infine della felicità e della vocazione altrui, che a ben guardare è collegata alla mia. E' solo una sorta di miopia quella che ci mette in competizione ed in una qualche forma di dipendenza che sa di sudditanza.

Se rispetto a Dio siamo liberi perchè non dovremmo esserlo rispetto alle nostre regole, ai nostri pregiudizi ed alle persone?

Ed è sempre una libertà responsabile infine che non lede anzi aiuta quel sabato, quel riposo, quella pace, quella realizzazione che spetta ad ogni uomo.

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