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Claudio e Luc - professori attenti alle fake...

Pubblicato da Enzo Maria Cilento - fratel Simeone su 25 Luglio 2021, 08:44am

Tags: #attuale

Claudio e Luc - professori attenti alle fake...

Un insegnante che conosco da lunghissimo tempo, posta qualche giorno addietro uno di quegli strilli (così si sarebbero chiamati una volta, nel buon giornalismo che fu: oggi sono più o meno tweet) a cui sordi non si poteva restare. Certo, non l’avessi veduto, sarebbe stato forse anche meglio, a rifletterci.

Il post metteva, l’uno di fronte all’altro in maniera che sembrasse sarcastica, l’attore Claudio Amendola e il ricercatore Luc Montagnier. Ai due venivano attribuite dichiarazioni diametralmente opposte: all’attore l’invito a vaccinarsi tutti. All’altro, le sue personali perplessità sul fatto che i vaccini mai andrebbero fatti durante una pandemia in ragione del fatto che il virus si sarebbe replicato, di conseguenza, in centinaia di altre varianti. Non so se si tratti di una fake: oramai non ci salva più nessuno.

Di certo, l’insegnante di cui sopra ma non solo lui, a sostegno di una tesi chiaramente no vax, sottolineava che Amendola ha conseguito solo la terza media (sarà così?) e Montagneir, che pure rappresenta la vecchia scuola di coloro che quarant’anni fa si trovarono a dover fare i conti col il virus dell’HIV, è invece un luminare. Troppo semplice in verità. Perché i titoli emeriti del professore si scontrerebbero - a seguire la stessa logica - con quelli innumerevoli di altrettanto innumerevoli scienziati nostri contemporanei che non la penserebbero come Montagnier. Ergo …

Ciò che mi fa più specie in tutta questa storia, comprese le manifestazioni di piazza più o meno (più!!! nda.) no vax ma ufficialmente “solo” contro l’obbligo “liberticida” del green pass, siano sostenute e promosse dagli stessi che si oppongono a quei disegni di legge, per dire, ed a tutte le norme in tema di diritti civili universali e trasversali che sostengono con forza il bisogno di intervenire giuridicamente contro ogni abuso ed ogni discriminazione di genere.

Gli stessi sono coloro che non di rado organizzano family day (famiglia tradizionale) a sostegno di questi e contro quelli; che attaccano i presunti costumi “perversi” delle persone, le loro inclinazioni; che condannano persino le timidissime aperture della Chiesa di Bergoglio. Senza contare che la Chiesa non è mai né di Francesco né di altri; non è di Paolo e neppure di Apollo, come scriveva due millenni fa l’apostolo delle genti.

Sembra paradossale che se ne armino ed equipaggino coloro che costituiscono non di rado l’eredità diretta dei partiti fascisti e neofascisti; che sono quelli che hanno attaccato ultimi e penultimi per decenni, immigrati, Roma ladrona, meridionali, impiegati statali, Europa e così via; gli stessi che strizzano l’occhio alla Polonia ultracattolica (!) ed all’Ungheria postcomunista; che flirtano col Cremlino e così via.

Insomma tant’è.

Così che mi chiedo con quale credibilità possano brandire le bandiere della libertà, coloro che in genere alle libertà (non alle proprie) dichiarano pregiudizialmente guerra, sempre. Si ha il sospetto, al di là di tutto, che il Montagnier di turno sia tirato al solito per la giacchetta per fargli dire quel che vogliono dica. Che si oppongano alla dittatura sanitaria, per affermarne altre; per fare proselitismo.

Non è detto che il green pass sia una grande conquista in fatto di democrazia e non saprei neppure se sia la soluzione adeguata all’emergenza. E’ più probabile che la soluzione sia quella di trovare ai non vaccinati il modo di non entrare in  contatto (li interniamo?).

Come si vede, per garantire loro questa libertà, bisogna privarli di altre più sostanziali.

Vorremmo tutti, io per primo, essere liberi di poter scegliere, come se intraprendere una cura o meno, ma il pericolo del contagio sembra chiedere altro; e le libertà individuali, queste, in certi casi, vanno delimitate a tutela della salute comune. E’ lo stesso, guarda il caso, che dicono costoro quando sostengono che la scuola, di teorie gender non debba parlare: per non contagiare forse; per non influenzare teneri ed innocenti ragazzini.

Ammesso che le cose stiano in questo modo (ma non lo sono perché chi presenta in modo analitico e non discriminatorio le cose, non per questo vuole che tu le scelga per la tua vita né ti costringe a fare quel che tu non vuoi: ci mancherebbe!); si capisce allora che per lo stesso principio – il bene comune e la sicurezza – anche non vaccinare e incoraggiare un popolo di non vaccinati è improponibile: anzi è sconsigliabile non è etico ed è pericoloso.

In tempi estremi, estreme sono le misure. Che beninteso, piacere non fanno a nessuno.

Amendola (sia detto col massimo rispetto) può avere lo stesso senso civico del cattedratico Montagnier, sempre che quelle parole siano sue e non al solito estrapolate e manipolate ad uso e consumo. Caro prof, le voglio sempre bene, specie a memoria di qualche viaggio fatto insieme (anche ad altri, in verità, non soli io e lei …) trentacinque anni fa.

Solo che l’ideologia non è amica della cultura, dell’istruzione e dell’informazione. E quest’ultima non va piegata per farne quel che vogliamo. Se solo uno usasse almeno lo strumento del dubbio, ogni tanto, si farebbero passi avanti, quanto meno. Non si ammuffirebbe delle proprie prigionie.

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