Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog

simeone.overblog.com

simeone.overblog.com


La Regola del Quadro

Pubblicato da Enzo Cilento su 26 Ottobre 2015, 09:49am

Tags: #Vita consacrata

La Regola del Quadro

Alla domanda relativa alla specificità della mia/nostra vocazione, quello che in gergo si chiama “il carisma”, mi ricordo del travaglio vissuto per un po’ e poi raccontato da Santa Teresina; che ad un tratto difatti avrebbe voluto impegnarsi in mille cose ed attività diverse da quelle del Carmelo, anche missionarie, di apostolato insomma, anche perché evidentemente sollecitata da più parti in questo senso.

Senza contare che a mio avviso di frequente si leva in noi come una voce, talora una vera e propria tentazione, che ci fa chiedere di continuo ed agitarci per sapere immantinente se quel che stiamo facendo è fatto bene; se sia esattamente quel che noi dobbiamo fare; se basti insomma, scrupoli; fino ad indurci ad una sorta di insoddisfazione distruttiva che si dice accidia e che ci paralizza anche nella paura di sbagliare.

Una volta presa una decisione e consigliati in tal senso da noi stessi, dal Padreterno che non ci fa mancare segni e avvenimenti che lo rivelano, e infine da chi ci segue e consiglia in modo disinteressato; questa va portata avanti perché finisce col tempo e con la fedeltà col rispondere alle domande nostre non solo, ma col produrre soprattutto quel che ci è chiesto: punto! E qui il punto ci va davvero …

Credo che risponda ad altra logica e ad altra “presenza” – persino diabolica, direi. Diamo alle cose il nome loro! – quella di distoglierci dal cammino intrapreso.

Detto ciò, nessuno di noi ha il dono dell’ubiquità e dell’onnipotenza. Nella stessa società civile – nel “mondo” – non si può fare assieme il bancario e lo stagnino a tempo pieno; non si può insieme insegnare e fare pure l’operaio, pur con tutto l’eclettismo e l’attivismo di questo mondo.

Compiuta la mia scelta pertanto è alla preghiera quindi, a quella di intercessione innanzitutto; allo studio della Parola, che devo dare la precedenza nel mio cammino. E insieme a quello che a partire da questo posso fare: offrire conforto e un po’ di chiarore – sì chiarore! una fiammella - a quelli che mi leggeranno ad esempio e che mi dovessero incontrare.

E’ per questo che è nato il mio blog a suo tempo. Per questo continuo a scrivere e a fare ancora un po’ il mestiere dello scrittore (e giornalista) per il Regno; così che la prima carità che posso tradurre in atto sarà di far bene quel che m’è dato di saper fare; come la prima carità dell’impiegato è far bene il suo lavoro in ufficio e allo sportello; e così per qualsiasi altro mestiere.

Questa è l’ordinarietà di cui spesso si parla.

La santità, il ben operare, via!; ci son chiesti nella nostra vita, non pensando alle mille altre cose nelle quali potremmo essere utili.

Così, senza negare a chi ha sete, da bere; e da mangiare a chi ha fame; trascorro/trascorriamo le giornate nel modo che si intravvede, tra gli appuntamenti con la preghiera; e quelli con la meditazione e con lo studio, la lettura;

con la pubblicazione sul web – per ora - ma presto sul cartaceo anche, di ciò che testimoni una vita diversa possibile in base a una promessa, migliore e migliorabile alla luce del Vangelo; un messaggio di speranza e di condivisione con chi ci sta ad ascoltare; con chi cerca una quadratura per cui continuare a vivere.

In questa ordinarietà di cui dicevo ci sono tutti gli impegni che del resto ovunque, in ogni lavoro, non si possono evitare e fanno “regola di vita”, fanno “ordine” e ordinarietà senza essere per questo il trionfo dell’appiattimento e della sola abitudine.

Ci sono giorni dedicati maggiormente al silenzio e alla meditazione; mattine in cui si fa pulizia di casa e si fa il bucato, per dire; giornate dedicate – volendo – al digiuno e a qualche forma di devozione che ci sta a cuore; e c’è l’appuntamento quotidiano col lavoro fuori per avere di che vivere; ci sono Ufficio e Lodi, Media e Vespri, Compieta com’è da tradizione; con una particolare sobrietà nell’uso dei media – se non per i fini di cui sopra.

Me ne sto appartato ma non lontano dal mondo e tanto meno risentito o superbo e sprezzante come un saggio “pagano”.

Il mondo con tutti i suoi bisogni – quelli veri – si fa presente sempre interpellando e interrogando anche alla luce dello studio e della riflessione, né potrebbe andar diversamente per chi voglia essere una voce ascoltabile e comprensibile sul web e ovunque sulla stampa, per dire; fosse anche solo per strada e in un colloquio che non sia staccato come se fossimo già solo etere ed angeli senza corpo e senza mettere i piedi in terra, come in un bel quadro.

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post

Archivi blog

Social networks

Post recenti